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Guede: sapore di libertà



PERUGIA. I suoi ultimi momenti da uomo libero Rudy Guede li passò quasi nove anni fa su un treno tra Magonza e Wiesbaden, in Germania, dove era fuggito dopo l’omicidio di Meredith Kercher, compiuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007. Era ricercato dalla polizia che lo arrestò la notte del 20 novembre proprio sul quel convoglio. Stamani il giovane ivoriano potrà lasciare la sua cella di Viterbo, per 36 ore di permesso premio. Non sarà comunque libero. Guede dovrà infatti rimanere all’interno della sede del Gavac, Gruppo assistenti volontari animatori carcerari, fino al momento di tornare nel carcere della città laziale, entro le 21 di domenica.

Non dovrà uscire, allontanarsi o avere contatti diretti con i mezzi d’informazione ma potrà incontrare un ristretto gruppo di amici e conoscenti. L’ivoriano raggiungerà la comunità in maniera autonoma con un’auto messa a dispo- sizione dal Centro per gli studi criminologici che lo segue ormai da tempo. Saranno loro e i volontari del Gavac a fornirgli quei pasti che il 25 maggio scorso avevano fatto slittare la pos- sibilità di usufruire del permesso premio. La struttura non è infatti fornita di una cucina interna e quindi il magistrato ha dovuto disciplinare con un nuovo provvedimento chi e come dovesse portare da mangiare.

Questione ora superata e così Guede potrà uscire dal carcere. Per recarsi alla caserma dei carabinieri per le questioni burocratiche e quindi al Gavac di Viterbo.

Guede è l’unico condannato per l’omicidio Kercher che però ha sempre negato di avere commesso (innocenza ora sostenuta anche dal Centro studi criminologici). Venne individuato dalla polizia grazie all’impronta lasciata dalla sua mano destra insanguinata sul cuscino posto sotto al corpo della studentessa inglese. In quei giorni l’ivoriano era fuggito in Germania ma gli investigatori erano comunque sulle sue tracce monitorando i colloqui via

Internet con un suo amico. Venne arrestato proprio mentre a Perugia tornava in libertà Patrick Lumumba, coinvolto nell’indagine dalle dichiarazioni di Amanda Knox ma poi risultato del tutto estraneo e quindi prosciolto.

Così come assolti in maniera definitiva sono stati la stessa americana e Raffaele Sollecito, tutti risultati estranei all’omicidio. Guede ha invece ammesso la sua presenza in casa al mo- mento del delitto, sostenendo però che mentre la Kercher veniva aggredita si trovava in bagno e di essere poi fuggito per paura. In cella l’ivoriano ha terminato gli studi uni- versitari e probabilmente a luglio si laureerà con una tesi sui mass media presso la facoltà di Storia dell’Ateneo Roma Tre. Pensa a una possibile revisione del processo e intanto ha spie- gato che “permesso premio significa concepire finalmente un spazio nuovo. Vedere altri - ha aggiunto - al di fuori delle persone che vedi sempre. Permesso premio significa rientrare a contatto per un attimo con la spontaneità del

mondo”.


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