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Higuain ,pericolo azzurro



La sfida/Ancelotti: “È tra i 10 giocatori più forti al mondo, spero Cutrone impari da lui”

MILANO. Rino Gattuso si esalta a vivere ‘’sotto pressione’‘ e spera di contagiare i giocatori del Milan.

Non ha timori reverenziali ad affrontare ‘’il maestro’‘ Ancelotti, non ha paura di parlare apertamente di ‘’obiettivo Champions’‘ - nonostante la proprietà non gli abbia chiesto ufficialmente una posizione minima da raggiungere - e sprona la squadra ad andare a Napoli ‘’a spingere forte’‘ e ‘’fare punti’‘, grazie al ‘’serbatoio pieno di benzina’‘ dopo le fatiche del ritiro. Il recente passato è però impietoso: il Milan non vince al San Paolo dal 2010, è arrivato dietro in classifica negli ultimi sei anni e di ben 27 punti nella scorsa stagione. Ma Gattuso non vuole proprio partire sconfitto: ‘’Siamo un po’ lontani dallo scudetto, le altre si sono rafforzate molto e la Juventus che vince da sette anni ha preso Cristiano Ronaldo, il giocatore più forte. Ma possiamo diventare una squadra migliore con un po’ di tempo e con il duro lavoro puntare ad un posto in Champions League’‘. Una convinzione figlia delle parole scambiate con Gordon Singer (‘’Mi ha detto di non leggere ciò che i giornali scri- vono su Conte, mi avete fatto il funerale da vivo per un mese’‘), della presenza di Maldini e Leonardo in società (‘’portano ossigeno e adrenalina, la squadra si gasa quando li vede’‘) e del calciomercato, che ha regalato a Gattuso ‘’una rosa competitiva’‘ e il fiore all’occhiello Higuain: ‘’È uno dei 10 giocatori più forti al mondo, ma non solo con lui non vinciamo niente, abbiamo bisogno della squadra e di metterlo in condizioni per segnare. Speriamo Cutrone non perda veleno e impari da lui’‘. Il medesimo consiglio lo destina a Donnarumma, nel dualismo con Reina con cui ‘’dovrà dividere le tre competizioni’‘. ‘’Quest’anno - la carezza di Gattuso - può arrivare la sua consacrazione, può diventare il più forte al mondo. Lo diventa se copia il modo di impostare il ruolo di Reina, come si muove e si allena. Non è un caso che Gigio sembri un altro portiere negli ultimi cinquanta giorni’‘. Ma per Gattuso è impossibile evitare di parlare di Ancelotti, mentore, maestro, secondo padre: ‘’Per diventare come lui devo ancora mangiarne di pasta. Ci siamo sentiti ieri mattina, mi ha chiesto se volevo le mozzarelle ma sono già abbastanza ingrassato. Non vi nascondo di averlo chiamato nei momenti di difficoltà’‘. Un’affinità nata tra allenatore e calciatore e proseguita da colleghi: ‘’Voi pensate che io e lui non ci assomigliamo caratterialmente, ma Ancelotti è cambiato quando ha cambiato mestiere e si è seduto in panchina. Quando giocava in campo si trasformava, era uno grintoso che non mollava mai. Ha cominciato a fare questo lavoro e si è addolcito. Quello che mi ha sempre sorpreso in lui è la semplicità. Si comportava come Rocco. Riusciva a parlarti con il cuore in mano, non raccontava bugie. La semplicità è stata la sua fortuna. È difficile copiarlo nella gestione del gruppo’‘. Le prime scelte di Gattuso in tal senso sono significative: dopo aver affidato la fascia da capitano a Romagnoli, sceglie di puntare sulla la vecchia guardia, con il solo Higuain al debutto tra i nuovi acquisti. Partiranno dalla panchina con parole Caldara (‘’è abituato ad un calcio diverso ma ha voglia e mentalità’‘), Castillejo (‘’ha una gamba frizzante’‘) e anche Bakayoko (‘’mi ha sorpreso’‘), a cui, probabilmente, sarà preferito Borini per non dover avanzare Bonaventura nel tridente. Un modo per non perdere le motivazioni dei senatori e la carica dei nuovi arrivati, sottoposti ad un periodo di rodaggio. Quello del Milan è finito con una settimana di ritardo per la tragedia del Ponte Morandi: da domani si fa sul serio.


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