Hillary e i millennials


CASA BIANCA 2016/LA DIFFICILE CONQUISTA DEI GIOVANI


H o bisogno di voi come partners, non solo per vincere l’elezione, ma an- che per realizzare cambiamenti veri”. Ecco come Hillary Clinton ha cerca- to di incoraggiare studenti alla Temple University

di Philadelphia a unirsi a lei e la sua campagna. Durante le primarie democratiche i millennials, giovani fra i diciotto e trentasette anni, hanno in grande misura sostenuto Bernie Sanders. Una volta che il senatore del Vermont è uscito di sce- na la Clinton ha tentato di generare entusiasmo su questo importante gruppo e convincerli che

lei metterà in pratica le idee di Sanders.

Non è stato facile nonostante il fatto che Sanders e l’ex first lady abbiano cooperato per creare una piattaforma che include molti dei principi progressisti del suo avversario nelle primarie. A cominciare dei costi per il college, il riscaldamento globa- le, il diritto all’aborto, i diritti dei gay e la rifor- ma sull’immigrazione, temi cari ai millennials.

Questi temi nella bocca di Sanders avevano creato entusiasmo ma quando la Clinton li discute lascia i millennials con una certa freddezza. L’ex first lady non è riuscita ad eliminare i dubbi sulla sua onestà. Un sondaggio ci dice che solo il 21 percento dei millennials la considera onesta. Persino Trump ne esce vincitore in questo caso anche se di poco (27 percento). Inoltre il suo voto favorevole alla guerra in Iraq, i legami a Wall Street, le sue idee incerte sui trattati di libe- ro scambio e i suoi discorsi a Goldman Sachs che le hanno fruttato più di seicentomila dollari ci spiegano la freddezza dei millennials.

Sanders nei dibattiti durante le primarie ave- va rilevato queste prese di posizione della sua avversaria. Adesso lui le mette da parte essendo divenuto uno dei più efficaci surrogati avvertendo i suoi sostenitori del pericolo Trump. Ri- manere a casa o scegliere un candidato di parti- to minoritario come voto di protesta, avverte Sanders, vuol dire aiutare Trump, che il senatore del Vermont vede come disastroso per il Paese.

Altri surrogati eccellenti si sono anche messi in marcia per convincere i millennials a votare per la Clinton. A cominciare dal presidente Barack Obama e la first lady Michelle. Seguono poi il vicepresidente Joe Biden, la senatrice Elizabeth Warren, Bill Clinton e la figlia Chelsea i quali si stanno dando da fare per cantare le lodi della candidata democratica.

Da buona studentessa, Hillary Clinton rico- nosce che i millennials continuano ad avere dub- bi su di lei e ha promesso di lavorare sodo per convincerli. L’ex first lady si rende conto che questi giovani rappresentano un terzo dell’elet- torato. In un certo senso non dovrebbe essere difficile assicurarsi i loro voti. I millennials sono più liberal dei baby boomers, gli individui nati fra il 1946 e il 1964, preferiscono il socialismo al capitalismo, confermando così la loro preferen- za per Sanders. Credono in effetti a un governo attivista, riconoscendo le diseguaglianze eco- nomiche fra gli ultra ricchi e la classe media. Non credono che potranno ripetere il successo eco-

nomico dei loro geni- tori e vedono la neces- sità di cambiamenti drastici.

La Clinton, come si sa, nonostante la rema- ta verso il progressi- smo, rimane una cen- trista non tanto diver- sa da Obama. Ambe- due credono in cam- biamenti a piccoli pas- si per ottenere le ne- cessarie migliorie. Cio- nonostante, il suppor- to dei millennials per Obama ha raggiunto il 60 percento nell’elezio- ne presidenziale del 2012. Al momento solo il 48 percento sostiene la Clinton.

“Non votare non rappresenta un’opzio- ne” ha detto l’ex first lady in un recente co-

mizio. “Ciò favorisce Trump”, ha continuato la candidata democratica. Sarà sufficiente la paura di Trump per convincere i millennials a votare per lei? I sondaggi dopo il primo dibattito fra i due candidati continuano a dare la Clinton avanti di parecchi punti sia a livello nazionale che negli Stati in bilico. Ma la volata finale delle ultime quattro settimane potrebbe ribaltare la situazio- ne e gli sforzi della Clinton per convincere i millennials continueranno senza sosta.

*Docente di lingue all’Allan Hancock College, Santa Maria, California

(dmaceri@gmail.com) Hillary Clinton parla ai giovani il 30 settembre nella palestra di Coral Springs in Florida

vinti anche se si crede che alla fine la maggioran- za di loro voterà per la Clinton. Il problema però rimane che in Stati importantissimi in bilico come la Florida e l’Ohio una piccolissima fetta del- l’elettorato potrebbe determinare l’esito.

Ad aggiungere a queste preoccupazioni ce lo confermano alcuni sondaggi. I candidati dei partiti minori, Gary Johnson e Jill Stein ricevono una buona parte del loro supporto da questi millennials. Lo spettro di un’altra Florida del 2000 che permise a George Bush di vincere la presi- denza per mezzo milione di voti rimane sempre da considerare.


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