“Hillary e Obama complici”



NEW YORK. Barack Obama e Hillary Clinton complici, “responsabili morali” della strage in Florida. E’ un Donald Trump senza freni quello che si scaglia contro il presidente americano e la candidata democratica alla Casa Bianca, le cui politiche - sottolinea - sono quelle che hanno permesso l’ingresso negli Usa della famiglia del killer di Orlando.

Poi il tycoon rilancia con forza i suoi cavalli di battaglia, e non solo chiede più armi per i cittadini americani, ma promette di fermare l’afflusso di musulmani inAmerica.Almeno di quelli in arrivo dai paesi più esposti al terrorismo.

Tra lo stupore dei media, le insinuazioni del tycoon nei confronti di Obama - sottolineano gli osservatori - hanno superato nelle ultime ore ogni limite, andando ben oltre la richiesta di dimissioni fatta subito dopo la carneficina che ha lasciato a terra 49 vittime. Nel mirino sono una serie di interviste e interventi televisivi (su Fox News, al Today Show della Nbc e a Good MorningAmerica sulla Abc) in cui Trump ha continuato a ripetere come il presidente sia in qualche maniera “coinvolto” in quanto accaduto al Pulse di Orlando: “Siamo guidati da un uomo che non è né duro né intelligente. Oppure c’è qualcosa d’altro dietro?”. “C’è qualcosa sotto, è inconcepibile, ma c’è qualcosa sotto”, ha continuato il candidato repubblicano.

Parole forti che hanno costretto la Casa Bianca a una replica: “Il presidente in questo momento non può essere distratto da tali bassezze”, ha detto il portavoce Josh Earnest. Mentre i media ricordano la tesi per anni portata avanti da Trump secondo cui Obama sarebbe un musulmano e non sarebbe in realtà nato in America.

Non è andata meglio a Hillary Clinton, definita da Trump “troppo debole” per assicurare la sicurezza in un Paese come gli Stati Uniti: “E’ la persona sbagliata nel momento sbagliato. Non capisce i problemi e la natura della minaccia”. Mentre lui ha bene in mente cosa fare: “Se sarò eletto presidente sospenderò l’immigrazione da quelle aree che hanno noti legami con il terrorismo”. Non solo. “Bisogna assicurare che gli americanipossano avere i mezzi per difendersi in questa era di terrore”. E annuncia un incontro con i vertici della Nra, la potentissima lobby delle armi da fuoco, per studiare una strategia comune. Hillary cerca di respingere colpo su colpo. Assicura come una volta presidente la sua “top priority” sarà quella di fermare i “lupi solitari” come Omar Mateen, o come il killer di San Bernardino e gli attentatori della maratona di Boston. E contrattacca accusando Trump di voler “demonizzare” una religione nel momento in cui tutti gli americani - di qualunque razza e religione - dovrebbero essere uniti. Hillary non nasconde poi la sua irritazione per le presunte falle nella sicurezza: “Se l’Fbi è sulle tue tracce non dovrebbe essere possibile che tu possa acquistare delle armi senza che nessuno ti chieda nulla”, tuona. E invita “a non cadere nella trappola della lobby delle armi”, in quella logica portata avanti dallo stesso Trump secondo cui più armi vuol dire maggiori possibilità di difesa nei confronti del terrorismo: “Io invece credo fortemente che una riforma di buon senso sulla vendita e il possesso delle armi possa fare davvero la differenza”. Anche Barack Obama, dopo un vertice alla Casa Bianca per fare il punto con Fbi ed antiterrorismo, ha parlato del rischio dopo la strage di Orlando di lassismo e di un maggior permessivismo sul fronte delle armi da fuoco: “Il pericolo è che questo tipo di eventi degeneri in un dibattito in cui la necessità di controllare maggiormente le armi da fuoco sia vista come un ostacolo alla lotta al terrorismo”.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA