“I contagi non crescono”

Ancora 541 morti in Regione. Milano migliora. Ansia Bergamo



di Enrico Martinelli

MILANO. "Sicuramente non sta crescendo la linea di contagi ma penso stia per iniziare la discesa": il governatore della LombardiaAttilio Fontana ha un'altra faccia rispetto a giovedì quando si era detto "preoccupato" per una nuova crescita di contagi in regione che ieri si è fermata. Ci sono 541 morti, una cifra vicina al record di 546 di sabato scorso, ma gli altri dati odierni sono infatti in calo, nonostante sia au- mentato il numero dei tamponi eseguiti che supera ormai i 95mila. In Lombardia, i positivi sono 37.298, con una crescita di 2.409 in un giorno, mentre ieri era stata di 2.543, e frenano anche i ricoveri: i nuovi accessi nei reparti non di terapia intensiva sono 456 per un totale di 11.137, mentre giovedì erano stati 655. Ed è proprio la situazione degli ospedali che viene sottoline- ata con soddisfazione dall'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, che parla di "dato confortante" quando spiega che "in tutti i pronto soccorso si registra una riduzione, in alcuni casi lieve, in alcuni casi più marcata" degli accessi, come al San Matteo di Pavia dove sono il 30% in meno mentre "a Lodi per la prima volta in 36 giorni il numero dei pazienti arrivato in pronto soccorso per un pro- blema diverso è maggiore di quelli con problema covid". "Gli sforzi che stiamo compiendo stanno dando un risultato tangibile, concreto, plastico, nei nostri ospedali si inizia a tirare leggermente il fiato", spiega Gallera, ricordando che quello dei decessi (arrivati a 5402) "sarà il numero che scenderà per ultimo". "Non dobbiamo rilassarci, se noi ci rilassiamo ricomincia la salita", ricorda Fontana, aggiungendo che "adesso basta anche essere monosintomatico" per venire sottoposto al tampone. Il governatore lombardo ha sentito sia Guido Bertolaso che il direttore generale dell'assessorato regionale al Welfare Luigi Cajazzo, entrambi positivi e ricoverati ed "entrambi sono in fase di miglioramento". "Mette ansia" leggere ogni giorno i dati, come spiega il sindaco di Milano Giuseppe Sala citando Silvio Garattini, ma oggi un po’ meno anche per il capoluogo lombardo, dove ieri si era registrato un picco di 848 positivi in un solo giorno, calati a 547 oggi. È arrivata, però, l'attesa brutta notizia dell'annullamento definitivo di uno degli appuntamenti più importanti per la città: con "una decisione dolorosissima" presa dal presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini, è stata cancellata l'edizione 2020 del Salone del Mobile. Crescono, invece, i dati di Bergamo, la città più colpita al momento dal virus, con 602 nuovi casi che portano il totale dei positivi sopra gli 8000. Numeri che in realtà, secondo il sindaco Giorgio Gori, sono molto più alti: "Abbiamo una rappresentazione dell'emergenza che non è reale - spiega -: è molto peggio e lo vediamo nel numero delle salme che abbiamo salutato l'altro ieri nella chie- sa del cimitero e nel numero delle urne cinerarie che sono tornate dalla cremazione in altre città". Stabile l'altra zona molto colpita in Lombardia, cioè Brescia e la sua provincia, dove i nuovi casi sono 374, anche se la situazione agli Spedali Civili è molto difficile con oltre 310 medici e infermieri contagiati da Covid-19, così come continuano a preoccupare le rsa lombarde: 38 i morti a marzo alla Santa Chiara di Lodi, 23 i decessi in una struttura di via S.Faustino a Milano

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