I derby non finiscono mai



ROMA. Nel derby senza fine alla Roma spetta pagare il conto, e anche salato.

Vittoriosa in campo sulla Lazio, la squadra di Spalletti perde però il confronto sul tavolo del giudice sportivo che sanziona con due turni di squalifica Kevin Strootman, e uno solo invece Danilo Cataldi, entrambi protagonisti della baruffa nel secondo tempo del match. Ma c’è anche il caso Lulic e le frasi di stampo razzista contro Rudiger su cui la Procura della Figc ora ha aperto un procedimento.

È stata invece la prova tv lo strumento che ha inchiodato l’olandese, punito per “condotta gravemente antisportiva, ha gettato acqua e poi simulato”: un episodio che aveva surriscaldato gli animi, proprio dopo il gol del giallorosso, e coinvolto anche la panchina laziale, in particolare Cataldi che, corso a strattonare per la maglia lo stesso Strootman, era stato già espulso con rosso diretto dall’arbitro Banti.

Una decisione tormentata quella di Gerardo Mastrandrea, arrivata dopo il vaglio delle immagini televisive e con quanto annotato dal direttore di gara che aveva ammonito Strootman: giallo da ricondursi, come spiega il giudice, “all’atteggiamento provocatorio tenuto nei confronti dell’avversario passandogli vicino dopo la segnatura della rete, atteggia- mento che provocava la reazione del calciatore della Lazio”.

Il lancio dell’acqua è stato giudicato “apparentemente volontario”, mentre nessun dubbio nel dispositivo del giudice circa la simulazione che “trova piena conferma nella visione delle immagini televisive, non potendosi oggettivamente ricondurre l’accasciarsi al suolo di Strootman allo strattonamento della maglietta da parte di Cataldi”. Quanto basta per infliggere due giornate di squalifica, che per Strootman significa saltare le prossime sfide con Milan e Roma.

La Roma ha subito annunciato che farà ricorso con l’obiettivo di veder ridotta almeno a uno il turno di stop (anche se per simulazione le giornate sono due), e poter avere il giocatore a disposizione almeno contro i bianconeri di Allegri.

La notizia ha spiazzato lo stesso presidente James Pallotta che si è detto “sorpreso”, e il club che parla di “motivazioni profondamente discutibili”. Il dg Baldissoni, che presenterà appello urgente, prima che arrivasse la decisione del giudice aveva ritenuto impensabile

il ricorso alla prova tv per l’olandese: “Ma non diciamo sciocchezze” aveva detto. E ora getta ombre sul provvedimento: “Da anni vediamo i confini della giustizia sportiva ampliati sulla pelle della Roma. Siamo in una fase critica e rilevante della stagione, perché stiamo per affrontare Milan e Juventus, e guarda caso subiamo una squalifica assolutamente inattesa e inconcepibile” l’accusa del dirigente giallorosso.

Ma per vedere comparire la parola “fine” sulla stracittadina ci vorrà ancora qualche giorno: la Procura della Figc ha infatti aperto un procedimento sulle frasi di stampo razzista pronunciate dal laziale Lulic nei confronti di Ruediger. “Prima vendeva calzini e cinture, ora fa il fenomeno” le parole del bosniaco (pentito solo 24 ore dopo i fatti).

Adesso il caso viene esaminato dall’ufficio guidato dall’ex prefetto Giuseppe Pecoraro, che dovrà valutare se quelle dichiarazioni sono da considerare razziste (e in questo caso la squalifica potrebbe essere pesante) oppure no, e quindi solo una violazione dell’articolo 1 sulla lealtà sportiva con relativa punizione soft.

Solo allora ci sarà il triplice fischio su Lazio-Roma.


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