“I miei familiari lì sotto"


TERREMOTO E NEVE / VALANGA KILLER ALL'HOTEL RIGOPIANO


PESCARA. “Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina.Allora sono uscito dall’albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l’hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all’edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell’albergo ricoperto dalla neve”. Giampiero Parete, 38enne di Montesilvano (Pescara), uno dei due superstiti della valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano, racconta gli ultimi istanti prima della tragedia. E, mentre è ricoverato in ospedale, piange e si dispera, perché sotto ai resti dell’albergo ci sono ancora la moglie e i due figli di 6 e 8 anni. Parete affida la sua testimonianza al datore di lavoro e storico amico Quintino Marcella, il primo a ricevere la richiesta di aiuto da Rigopiano. “Ho provato a entrare dentro - racconta Parete all’amico - ma ho rischiato di rimanere intrappolato; allora mi sono aggrappato a un ramo e sono riuscito a tornare verso la macchina. Poi ho incontrato il manutentore dell’albergo e insieme abbiamo lanciato l’allarme. Dall’interno dell’hotel non ho sentito alcun rumore o movimento”. Con lui, infatti, ieri, è stato tratto in salvoFabio Salzetta, manutentore dell’hotel. L’addetto, una trentina di anni, era nel locale caldaia. “Non si è accorto di nulla - afferma il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta - è stato un brevissimo lasso di tempo silenzioso. Si è trovato travolto all’interno del locale caldaia in cemento armato che l’ha protetto da tutto. Immediatamente liberatosi ha provato a cercare aiuto e a sentire se ci fossero voci. Ha trovato solo l’altra persona che era in difficoltà come lui”. Dal racconto del datore di lavoro di Parete emerge la concitazione degli istanti successivi alla tragedia. “Ho ricevuto la chiamata di Giampiero alle 17.40. Mi chiedeva aiuto disperatamente. Diceva ‘è caduto, è caduto l’albergo’. Mi sono attivato subito, ho chiamato i soccorsi”. Giampiero, la sua famiglia e tutti gli altri ospiti, tra l’altro, vista la tanta neve che stava cadendo, volevano lasciare l’albergo ed erano già pronti ad andarsene. Ora Parete è ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni, come conferma il primario Tullio Spina, sono buone ed è fuori pericolo. E’ con i genitori ed è assistito dalle psicologhe dellaAsl, ma continua a chiedersi cosa ne è stato della moglie e dei due figli.


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