I Sì Tav scendono in piazza


TORINO/POLEMICA SUI COSTI-BENEFICI, È SCONTRO TRA DI MAIO E CHIAMPARINO

TORINO. La Torino sì Tav scende in piazza, oggi, per chiedere che la Torino- Lione venga realizzata. Imprenditori, sindacati, professionisti e società civile uniti come mai si era visto finora dal no all’infrastruttura del Consiglio comunale a guida pentastellata. “Sono contraria, ma la mia non è una posizione ideologica”, sottolinea la sindaca Chiara Appendino, finita nel mirino della protesta per i troppi no della sua amministrazione. “Ritengo corretto - aggiunge - che si decida in base a costi e benefici”, l’analisi finita nella bufera.


Alla vigilia della manifestazione, il ministero dei Trasporti smentisce che la commissione incaricata di realizzarla non sia ancora entrata in carica, come sostenuto dal parlamentare Pd Davide Gariglio sulla base di una richiesta di accesso agli atti.

Manca il via libera alla nomina dalla Corte dei Conti, ma questo “non interferisce con la sostanza dell’azione degli esperti”, sottolinea il ministero, secondo cui l’analisi “è già in stato avanzato di elaborazione” e “darà frutti che molto presto saranno, in modo trasparente, a disposizione dello scrutinio dell’opinione pubblica”. Ad alimentare il giallo arrivano però le parole del vicepremier Luigi Di Maio. “Una sola opera entra nel contratto di Governo senza passare per la clausola dell’analisi costi-benefici, che è la Tav Torino-Lione”, afferma il ministro allo Sviluppo economico.

Per il governatore Sergio Chiamparino - oggi a Biella col presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i 50 anni ‘dell’alluvione dimenticato’ ma “in spiri- to” con la piazza di oggi - delle due l’una: le parole di Di Maio o vogliono dire che la Torino-Lione non ha bisogno dell’analisi costi benefici perché si farà, e allora è un “miracolo anticipato della manifestazione di domani”; oppure vogliono dire che non c’è bisogno dell’analisi perché “comunque la Tav non si farà”.

E allora “basta balle, basta dire un giorno una cosa e il giorno dopo il contrario”, insiste Chiamparino. Sui numeri della mobilitazione sì Tav nessuno si sbilancia, ma la sensazione è che in piazza Castello questa mattina si ritroveranno in tanti. La petizione online per l’opera lanciata da Mino Giachino sfiora le 60 mila adesioni; la pagina Facebook ‘Si, Torino va avanti’ - iniziativa di sette donne manager che hanno deciso di organizza- re l’evento - ha raccolto ol- tre 35mila like. Cifre che fanno ben sperare il fronte del sì, mentre quello del no si affida alla satira.

“Vi aspettiamo tutti quanti, destra, sinistra, alto, basso, fascisti, comunisti, democristiani, chiunque sia qualcosa che non ha niente a che fare con i 5 Stelle che noi odiamo profondamente perché scoprono tutte le magagne che abbiamo fat-o in questi 5 anni.

Ci troviamo sabato mattina in 502”, scherza in un video su Facebook un consigliere comunale pentastellato. Decisamente più pesanti le affermazioni del sindaco No Tav di Venaus, in Valle di Susa, il paese simbolo della lotta contro il super- treno, Danilo Durbiano: “Ci saranno vera- mente tutti, CasaPound, ‘ndrangheta, Pd, professionisti liberi e servi degli incarichi, professionisti falliti o sull’orlo del fallimento, corrotti, corruttori”, scrive suscitando la reazione dei dem che annunciano querela.

Ancora poche ore, insomma, e si conoscerà la risposta dei cittadini alla richiesta di impegno “per far vincere la logica del sì”, dicono gli organizzatori della mani-

estazione arancione - il colore scelto per l’occasione -, che invitano i partecipanti a “mantenere un atteggiamento composto”. Perché la loro, spiegano, vuole essere una “mobilitazione cortese”.


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