I tedeschi:“La Francia gioca più all’attacco



EVIAN-LES-BAINS. L’elogio di Tony Kroos sa tanto di incoronazione a futura memoria ed è talmente carico di pathos che riesce a smuovere persino le acque del lago di Ginevra, sulle cui sponde la Germania prepara l’assalto ai francesi, con un solo obiettivo: prendersi la finale di un Europeo sorprendente fino a un certo punto.

Il ct Joachim Loew è prodigo di com- plimenti per il suo regista, vero uomo-faro di una squadra che ha ormai sposato un nuovo credo calcistico, fatto di passaggi corti, di movimento e di fantasia. Dal tiki- taka al tiki-taken il passo non è stato breve e l’opera di riedificazione di una nuova ideologia calcistica è cominciata nel 2010, al Mondiale in Sudafrica, dove si misero in luce gli Ozil, i Neuer e i Thomas Mueller. Il nuovo mondo ha permesso ai tedeschi di umiliare il Brasile in casa loro (7-2 nella semifinale del Mondiale 2014) e di salire sul tetto del mondo.

Dopo l’Everest, il K2, che equivale al titolo europeo. “Tony - dice Loew, parlando di Kroos con gli occhi colmi di ammirazione - è un uomo determinante per il nostro gioco: lui sa congelare il pallone e sa dettare i tempi. È un vero mago delle strate- gie tattiche e poi ha un pregio che pochi giocatori possono vantarsi di possedere: non perde mai la calma. Anche quando il pressing su di lui è asfissiante”.

Contro la Francia tutto ruoterà attorno al gioiellino del Real Madrid che adesso riempie pure i sogni di Pep Guardiola, pronto a guidare il Manchester City, ma poco attento quando rinunciò a lui nel Bayern Monaco (era l’estate del 2014), che lo perse per qualche decina di milioni (circa 24) a beneficio del Real Madrid.

Kroos a parte, la Germania deve fare i conti con un’infermeria piena di big: Mario Gomez e, soprattutto, Sami Khedira, altro perno del centrocampo. “Chi non è al 100 per centro, contro la Francia, non giocherà”, l’avvertimento di Loew. Che poi ag- giunge: “Certo, sostituire Gomez non sarà per niente facile”.

Francia e Italia sono Nazionali confi- nanti e quasi identiche nel gioco, almeno per il ct dei bianchi campioni del mondo.

“Sarà un po’ come affrontare l’Italia, anche se i francesi sono meno chiusi: Pogba e Matuidi sono due centrocampisti offensivi, più che di contenimento - le sue parole -. Non amo fare pronostici, ma i favoriti potrebbero essere loro, se non altro perché giocano in casa. Fare pronostici, in una partita da dentro o fuori, è pratica- mente impossibile”. Naturalmente non si sono spenti ancora gli echi del successo sull’Italia: la vittoria vera e propria non è arrivata, ma la Germania è rimasta in lizza, fra le prime quattro d’Europa. Gli azzurri, invece, sono tornati a casa. Il titolo ai te- deschi manca da 20 anni e i tempi per i tifosi sono maturi. Tant’è che, in un sondaggio lanciato sul web, i sostenitori della ‘Mannschaft’ sono convinti che trionferanno anche nella sfida di Marsiglia. “La gioia per la vittoria sull’Italia è stata enor- me - le parole di Loew, in conferenza stam- pa -. Il successo è arrivato dopo una parti- ta davvero drammatica, una vera e propria battaglia, come sono tutte le partite con- tro l’Italia. È stato un grande impatto an- che dal punto di vista psicologico. La Fran- cia, però, è un’altra cosa”.


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