I terminal della Mezzaluna petrolifera america consegnati all’Ente di Stato


LIBIA/L’ORO NERO È ORA NELLE MANI DELLA NATIONAL OIL CORPORATION. RIPRENDE L’ESPORTAZIONE DI GREGGIO


IL CAIRO. Haftar lo aveva promesso. I terminal della Mezzaluna petrolifera, caduti nei giorni scorsi nelle mani del generalissimo di Tobruk che li aveva sottratti al controllo di una milizia fedele a Tripoli, sono passati alla National Oil Corporation (Noc) che ha annunciato la revoca dello «stato di forza maggiore» per riprendere le esportazioni. Ma la sicurezza degli impianti resta a Tobruk. Il blitz aveva destato proteste da parte delle cancellerie occidentali allarmate dai rischi di una nuova guerra tra le due identità politiche. Intanto sul fronte della lotta all'Isis, fonti tribali hanno annunciato che i jihadisti stanno progettando le operazioni di sgombero da Sirte assediata dalle milizie e "militanti di Daesh sono stati avvistati nelle valli a sud della città". In una nota la Noc ha scritto di "aver preso in consegna i terminal dalle forze di Tobruk". "Sono sicuri e abbiamo avuto contatti con i partner commerciali stranieri - ha precisato l'agenzia -. I porti di Zueitina e Brega sono intatti, Ras Lanuf e Sidra non sono stati ulteriormente danneggiati. Lo stato di forza maggiore è revocato e le esportazioni riprenderanno subito a Zueitina e Ras Lanuf, continueranno a Brega ed il prima possibile a Sidra". Mustafa Sanalla, presidente dell'Ente, si è poi "congratulato con i leader libici ed i politici per aver scelto l'unità e la strada della riconciliazione in questo momento critico", sottolineando che "gli sviluppi avvenuti domenica e lunedì potevano degenerare, con conseguenze devastanti per la nazione e per il petrolio", ma si è "invece scelta una soluzione condivisa. La saggezza di tale decisione deve essere riconosciuta". Nei giorni scorsi la Noc aveva sottolineato che in base all'accordo firmato a luglio "riconosce il gover- no di Tripoli come la più alta autorità esecutiva e quello di Tobruk come autorità legislativa". Fonti della Noc hanno poi riferito che "un primo cargo di greggio sarà esportato da Zueitina", e "sono già stati stoccati 20mila barili". Nelle stesse ore il generale Miftah Maqreef, nuovo presidente dell'Autorità delle Guardie delle installazioni, ha lanciato un ap- pello a tutti quelli che hanno cooperato con Ibrahim Jadhran, il capo della milizia legata a Tri- poli cacciata da Haftar: "Chi non si è sporcato le mani con il sangue si uni- sca a noi". La situazione è in evoluzione. In un'intervi- sta a La Stampa Martin Kobler ha definito l'offensiva di Hatfar "molto preoccupante. Il petrolio appartiene a tutti i libici", ha tuonato. Giorni fa l'inviato Onu aveva ricordato che la risoluzione 2259 dell'Onu proibisce le esportazioni di petrolio illegali dalla Libia e stabilisce che le installazioni devono essere poste sotto l'autorità di Tripoli. Sul fronte a Sirte un dignitario di una tribù locale ha riferito ad Alwasat che "un gran numero di jihadisti sono fuggiti" e si sono ritirati e l'Isis si sta "preparando per abbandonare la città". Lo Stato islamico è ancora presente in alcuni quartieri mentre le milizie avanzano e gli Stati Uniti continuano a bombardare. Almeno 150 i raid aerei dal primo agosto.Incontrando il suo omologo britannico Boris Johnson, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni ha ribadito il "sostegno alle istituzioni che fanno riferimento ad al Sarraj. Pensiamo di lavorare insieme per sostenerlo", ha aggiunto.


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA