I trans restano nell’esercito



CASA BIANCA/UN GIUDICE FERMA TRUMP, VITTORIA PER LE ASSOCIAZIONI LGB

NEW YORK. Il presidente Donald Trump nuovamente fermato da un giudice, che blocca il bando annunciato dall’Amministrazione Usa per i transgender nelle Forze Armate. Non si torna indietro quindi a prima del 2016, ossia quando l’allora presidente Barack Obama aprì all’arruolamento ai trans. “Dopo essermi consultato con i miei generali ed esperti militari - aveva scritto Trump su Twitter lo scorso luglio - si rende noto che il governo degli Stati Uniti non consentirà agli individui transessuali di servire nelle Forze Armate americane in alcun ruolo. I soldati americani devono invece sempre ‘essere concentrati su una decisiva e schiacciante vittoria’”. Nel suo tweet Trump aveva anche citato gli elevati costi medici che includere le persone transgender tra i militari comporta, cavallo di battaglia di chi vi si oppone. Un giudice federale di Washington, Colleen Kollar-Kotelly, ha invece stabilito che i transessuali non posso essere rimossi dalle Forze Armate e non può essere negata loro assistenza medica. Resta confermato, in- vece, secondo quanto voluto dal ministro della Difesa Jim Mattis, il rinvio al prossimo primo gennaio per regolare il tema per ciò che riguarda l’arruolamento. La decisione del tribunale di Washington dà ragione ad una causa contro l’Amministrazione intentata da alcune associazione di difesa della comunità Lgbt, tra cui Glaad (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) e il National Center for Lesbian Rights. “E’ una decisione enormemente importante”, ha commentato Jennifer Levi, avvocato che rappresenta questi gruppi, la quale ha però sottolineato che ci si attende un ricorso in appello da parte dell’Amministrazione Trump. “Siamo estremamente sollevati per i militari transessuali - ha esultato anche Shannon Minter, legale del National Center for Lesbian Rights -. Le loro vite sono state devastate da quando Trump per la prima volta ha twittato di voler reintrodurre il bando. Ora saranno liberi di prestare servizio come tutti gli altri”. Per ora la Casa Bianca non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Durante il consueto briefing con la stampa, la portavoce Sarah Huckabee Sanders si è limitata a dire che si tratta di una decisione appena annunciata e che è all’esame del dipartimento di Giustizia.


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