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Ibra-Lukaku: titani contro

Serie A/Inter-Milan è un derby che mette di fronte due squadre davvero agli antipodi



MILANO. Il derby di Milano è una lunga scarica d'adrenalina che culminerà con l'imman- cabile sold out di San Siro, lo stadio totem del calcio italiano che presto dovrà lasciare spa- zio al nuovo che avanza senza cedere del tutto il passo. In palio oggi non ci saranno solo i tre punti, buoni per il sogno chiamato scudetto o per la dura rincorsa ad un posto in Champions League dopo un avvio ad handicap, ma una iniezione di autostima.


Una gara dal peso specifico unico, per spazzare via dubbi e incamerare nuove certezze. Tutti vogliono esserci, anche stringendo i denti: Ibrahimovic si allena in gruppo e si ritiene pronto a giocare dal 1', Handanovic invece arriva per primo adAppiano ma non lavora con il pallo- ne e dovrà aspettare il provino di domenica per capire se potrà difendere la porta dopo l'infrazione al mignolo della mano sinistra. Eriksen intanto è pronto all'esordio nel derby del- la Madonnina e ostenta sicurezza: "Chi lo vince? L'Inter".


Sarà la partita dei grandi confronti. Lukaku contro Ibrahimovic è una dolce primizia in Ita- lia: giganti affamati di gol, capaci di essere uomini catalizzanti negli spogliatoio e di alzare il livello dei compagni in campo. Diventati entrambi poliglotti ma cresciuti in povertà: il belga ad Anversa, costretto a bere latte allungato con l'acqua e vivere con i topi in casa; lo svedese a Rosengard, il ghetto di Malmoe, con un padre che ritardava il pagamento del- l'affitto per poter comprare le scarpe da calcio al figlio. Sacrifici che li hanno forgiati in carat- teri ben diversi: umile e generoso Romelu, fiero e combattivo Zlatan.



Conte e Pioli sono tecnici agli antipodi: l'ex ct è indemoniato in panchina ed estremamen- te esigente negli allenamenti per raggiungere l'apice in fretta, più serafico e desideroso di un ambiente tranquillo invece è l'allenatore di Parma, la cui fugace avventura all'Inter (squadra che simpatizzava da bambino) nel 2017 terminò con un esonero. Il bilancio tra i due vede Conte imbattuto, con 4 vittorie e 3 pareggi in 7 scontri diretti. Forse anche per questo Piolifa pre-tattica e prova due moduli: il 4-4-2 con Leao al fianco di Ibra e il 4-4-1-1 con Calhano- glu sotto punta e Bonaventura sulla fascia sinistra.

Sarà anche la sfida a distanza tra due proprietà ricchissime. I due club, però, non sono mai stati così lontani in termini economici: l'Inter di Suning ha registrato il primato storico dei ricavi (417 milioni), il Milan di Elliott invece è ferma ai dati di 10 anni fa (241), con un'esplo- sione del rosso, arrivato a 146 milioni. In campo, però, non andranno i fatturati o la classifi- ca ma 22 esseri umani, con le loro emozioni da gestire e caratteristiche da esaltare.

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