Identità, trasparenza e regole


SISMA/ERRANI INDICA LE LINEE CHE GUIDERANNO IL LAVORO DI RICOSTRUZIONE


AMATRICE (Rieti). Identità dei territori colpiti dal terremoto del 24 agosto, massima trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici e rispetto delle regole sugli appalti, scelte condivise con gli amministratori locali: Vasco Errani, nel suo primo giorno da commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, indica le tre linee sulle quali impronterà il mandato appena ricevuto da palazzo Chigi. Sapendo bene che la priorità assoluta, da qui a dieci giorni, è un’altra: togliere gli sfollati dalle tende. L’ex governatore dell’Emilia Romagna arriva nei luoghi del terremoto - prima tappa ad Amatrice, poi ad Accumuli e ad Arquata del Tronto, domani in Umbria e Abruzzo - dopo aver in- cassato la nomina del Consiglio dei Ministri e la fiducia di Renzi nel giorno in cui Padoan firma il decreto che sospende le tasse per i terremotati. “Ha lavorato molto bene in Emilia - dice il premier - dove ha dimostrato grande esperienza e correttezza. Il principio ora è ricostruire come era, dove era”. Ma Errani sa bene di avere addosso gli occhi di tutta Italia e per questo ripete più volte che “prima si vede e poi si parla”. Come dire: inutile, e dannoso, fare promesse a chi ha perso tutto senza conoscere la realtà fino in fondo. Senza aver visto i luoghi terremotati e aver parlato con la gente. Nel suo primo giorno, inoltre, il Commissario fa due puntualizzazioni: una da bersaniano, rivolta al Pd, l’altra a chi contesta la sua nomina, affinché “giudichi me, non l’Emilia”. “Sono un uomo delle istituzioni, non del Pd - sottolinea - Non sarò un commissario calato dall’alto e non avrei mai accettato un incarico in chiave dialettica tra maggioranza e minoranza Pd”. Gli incontri con i sindaci dei comuni terremotati di oggi e domani e con la Protezione Civile serviranno dunque ad Er- rani per avere il quadro della situazione più chiaro possibile, per definire un cro- noprogramma degli interventi da realizzare, per individuare l’elenco delle priorità. Ed è indubbio che il primo nodo da sciogliere sarà quello di dove sistemare gli sfollati prima che siano pronte le casette provvisorie. Se si tratti di roulotte, di un contributo autonomo per la sistemazione o di alberghi, lo si deciderà caso per caso, in sintonia con i sindaci. Ma è chiaro a tutti che gli sfollati devono uscire dalle tende al massimo entro una ventina di giorni, se si vuole evitare che esplodano rabbia e disperazione nei campi. “Abbiamo cominciato a lavorare - dice non a caso -. Non c’è un modello predefinito perché il modello è il territorio. L’obiettivo è quello di garantire piena identità del territorio, partendo all’economia, dal commercio, dalle scuole, dalle relazioni sociali. Ma adesso la priorità è far uscire gli sfollati dalle tende”. L’altro fronte su cui Errani si gioca la partita è quello dei fondi pubblici, sui quali - non c’è dubbio - si concentreranno anche le attenzioni delle organizzazioni criminali e gli appetiti dei corrotti. Per questo il monitoraggio sugli appalti seguirà lo schema dell’Aquila, che ha dato risultati concreti, e i rapporti con Cantone e l’Anac saranno costanti. “Il primo atto - spiega - sarà costituire un luogo istituzionale in cui discutere e assumere le scelte per la ricostruzione. Servirà accuratezza nella spesa ed il primo impegno sarà la trasparenza delle regole e dei controlli, le decisioni che prenderemo saranno in piena sintonia con le istituzioni”. Errani tornerà domani ad Amatrice, per un nuovo incontro con il sindaco Sergio Pirozzi, in modo da poter cominciare ad assumere decisioni concrete. “Dobbiamo fare di tutto per non lasciare spazio alla rassegnazione” dice, sapendo bene che la ricostruzione non è una questione che si risolve in due mesi."Non abbiamo la bacchetta magica e qui non c’è mago Merlino. Ci vuole tempo, ma faremo le cose bene”.


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