Il Bologna piange Gazzoni

L’ex presidente è morto ieri all’età di 84 anni. Portò in rossoblù Signori e soprattutto il “Divin codino”




BOLOGNA .Il cavalier Giuseppe Gazzoni Frascara fu il presidente che rilevò il Bologna dal fallimento, lo trascinò con due promozioni in due stagioni, e guidò il club in una rinnovata stagione di successi, anche internazionali, regalando ai tifosi campioni come Roberto Baggio e Beppe Signori. Entrambi furono protagonisti di un personale rilancio in rossoblù, giocando a Bologna campionati di successo. "Un uomo a cui devo molto, per avermi regalato con la sua fiducia in una delle stagioni più belle", lo ricorda il Codino. L'imprenditore dell'Idrolitina e della Pasticca Re Sole è morto ieri mattina a Bologna, a 84 anni. Tuttora presidente onorario del club, era malato da tempo e la morte non sarebbe legata al coronavirus. Oltre che per la cavalcata dalla C alla semifinale di Uefa e per il suo rapporto con l'allenatore Renzo Ulivieri, lo si ricorderà anche come uno dei grandi accusatori di Calciopoli, lo scandalo che investì il mondo del pallone nel 2006. Il suo Bologna era retrocesso un anno prima e la sua società, che controllava il club, finì in bancarotta .Nato a Torino il 15 ottobre del 1935, Gazzoni fu amico d'infanzia della famiglia Agnelli. Dopo un master a Oxford, entrò nell'azienda del padre e si lanciò verso una carriera di successo. Fu presidente degli industriali della provincia di Bologna tra l'84 e l'89, presidente di Federalimentare e nel 1993 entrò nel calcio, rilevando il Bologna reduce dal fallimento. Gazzoni patron e Ulivieri in panchina furono un binomio magico per i tifosi: due promozioni consecutive e nel 1996 i rossoblù furono di nuovo in Serie A, chiudendo al settimo posto, con la semifinale di Coppa Italia. Con Gazzoni a Bologna tornò il grande calcio e i giocatori di livello: Baggio su tutti, che con 22 reti riconquistò la nazionale ai mondiali del '98. Poi Signori, che per Gazzoni, qualche anno più tardi, firmò in diretta tv in bianco, pur di rimanere. Ma pure Kolyvanov, Marocchi, Andersson, Ingesson, Paramatti, Nervo, Locatelli, Torrisi, Cruz. Anni d'oro che culminarono nella semifinale di Coppa Uefa, nel 1998-99. Anni di successi e ironia, con Ulivieri, uomo di sinistra che dichiarò che non avrebbe mai votato per il suo presidente, candidato sindaco col centrodestra nel 1995. E che a Gazzoni rispose: "Così retrocediamo", all'annuncio dell'acquisto di Baggio. Avrebbe avuto ragione Gazzoni, con il Bologna che chiuse l'anno qualificandosi per l'Intertoto. Poi Mazzone, e Guidolin, ma il rapporto con Ulivieri rimase saldissimo e si trasformò in amicizia, se è vero che qualche anno fa l'attuale responsabile dell'assoallenatori tornò a Bologna per un comizio politico e l'ex patron andò a salutarlo al circolo, facendogli una sorpresa. Gazzoni lasciò la presidenza nel 2001 e cedette la società nel 2005, in seguito alla retrocessione in Serie B per iniziare la nuova battaglia su Calciopoli. Ha ritrovato il ruolo di presidente onorario del Bologna nel 2014, per volontà del nuovo proprietario Joey Saputo. Il suo ricordo rimarrà indelebile non solo fra i tifosi, ma in tutta la città.

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