Il Cio tiene in gioco la RUSSIA


Olimpiadi/Il Comitato decide di studiare il rapporto che accusa la federazione russa


La procedura è sta- ta aperta, ma la decisione non è stata ancora presa: l’unica certezza è che le Olimpiadi di Rio, ormai alle porte, rischiano di trasformarsi in Giochi sub-judice. Questo per- chè il Cio, in una riunione d’emer- genza convocata all’indomani della pubblicazione del rapporto Wada sul presunto doping di Sta- to in Russia, ha preferito prende- re tempo prima di bandire Mosca: ad oggi, la partecipazione degli atleti di Mosca alle Olimpiadi resta in bilico.

Le uniche misure concrete prese ieri a Losanna prevedono lo stop ad ogni manifestazione sportiva sotto patrocinio Cio fino al 31 dicembre, con sollecitazione alle federazioni internazionali de- gli sport invernali a sospendere tutti i Mondiali o le Coppe del mondo delle rispettive discipline, nonchè il riesame completo di tutti gli atleti russi presenti a Sochi 2014 e dei loro allenatori.

Inoltre, i dirigenti del ministe- ro dello Sport russo tirati in ballo dal report Wada non avranno il pass per le Olimpiadi e le Paralim- piadi. “Esamineremo con cura il rapporto McLaren - ha fatto sa- pere il Cio - valutando le opzio- nali legali, confrontando il bando totale di tutti gli atleti e il diritto alla giustizia individuale”.

Una prima risposta arriverà domani con la sentenza del Tas sul ricorso degli atleti russi squa- lificati dalla Iaaf, intanto il Cio, an- che per rispondere al Rapporto McLaren, ha varato una Commis- sione disciplinare che esplorerà “le opzioni legali”. Una mezza soluzione tra chi chiede l’esclu- sione di Mosca e chi, invece, in- voca la “presunzione d’innocen- za” per evitare di punire gli atleti puliti. Una tesi questa portata avanti dal comitato olimpico rus- so secondo cui sarebbe sbaglia- to impedire agli atleti “puliti” di andare a Rio: “Siamo categorica-

mente in disaccordo con chi ri- tiene la possibile esclusione dai Giochi di centinaia di atleti russi puliti un’accettabile conseguen- za spiacevole delle accuse pre- senti nel rapporto”, ha fatto sa- pere l’OKR nel giorno in cui il premier Dmitri Medvedev ha fir- mato l’ordine di sospensione, fino al termine dell’inchiesta do- ping, del viceministro dello Sport Iuri Nagornykh.

Una mossa che, nelle inten- zioni del Cremlino, punta a ulte- riori indagini “con la partecipa- zione di tutte le parti coinvolte” anche per evitare che coloro che “vogliono realizzare il loro sogno olimpico dipendano da accuse infondate o dalle azioni criminali di alcuni individui”.

Questo nel giorno in cui il mi- nistro degli Esteri Serghiei La- vrov, in una conversazione col se- gretario di Stato americano John Kerry, ha bollato come “anti-rus- se” le richieste dell’Agenzia anti-

doping statunitense. Insomma, la Russia non intende boicottare i Giochi: “Siamo grandi sostenito- ri delle idee olimpiche e membri della famiglia olimpica - ha fatto sapere il Cremlino - e non vogliamo che queste situazioni danneg- gino il movimento olimpico”.

Intanto il Cio ha chiesto alla Wada di comunicare i nomi degli atleti russi coinvolti nella presun- ta manipolazione delle provette, accertata dal rapporto McLaren. Ma sarà “la presunzione di inno- cenza” a dover essere ribaltata: la partecipazione di ogni atleta a Rio infatti “dovrà essere decisa dalla federazione internazionale di appartenenza in base alle proprie regole antidoping”. Da qui il sol- lecito del Cio alla Wada di comu- nicare i nomi degli atleti coinvolti alla rispettive federazioni interna- zionali.

In attesa dei riscontri in chia- ve olimpica, la bomba-doping ha inevitabili ricadute anche di na ura politica, con il Cremlino che è tornato a difendere il ministro dello Sport, Vitali Mutko, consi- derato il “regista” del program- ma doping di Stato. Il suo nome non figura nel rapporto come persona “coinvolta direttamen- te” e quindi non sarà sospeso, ha fatto sapere il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov dopo che Putin aveva promesso di sospendere i funzionari pubblici citati nel rapporto Wada.

Anche il diretto interessato nega ogni suo personale coin- volgimento nello scandalo: si tratta di accuse “irreali e impos- sibili” e la sospensione di alcuni dirigenti russi deve essere con- siderata “temporanea”, ha detto ieri Mutko.


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