Il Colle verso il mandato a Fico



GOVERNO/OGGI L’INCARICO, PER MATTARELLA IL PAESE NON PUÒ PIÙ ASPETTARE

ROMA. Secondo giorno di “riflessione” del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una domenica in cui i molisani potrebbero agevolare, con il loro voto per la Regione, l’asse Lega-M5s, possibile soluzione del rebus per la formazione del governo. Il Capo dello Stato, che in realtà sperava in nuovi segnali non arrivati, dovrebbe oggi dare il mandato al presidente della Camera Roberto Fico ma facendo capire che bisogna fare in fretta, il paese non può più aspettare. “Sto facendo di tutto per dare un futuro all’Italia”, garantisce Matteo Salvini. In attesa delle scelte del Colle, dopo le lodi di Luigi Di Maio all’”affidabilità” di Salvini, M5S e Lega confermano la vicinanza anche su temi di merito. Il capo leghista ribadisce che al centro del suo programma c’è la flat tax. Ma se il senatore Nicola Morra, vicino a Roberto Fico, sostiene che la tassa unica “dimentica i poveri”, il capogruppo M5s al Senato Danilo Toninelli lo smentisce bruscamente: “Se c’è un meccanismo per cui la flat tax è costituzionale e non svantaggia i poveri, noi siamo d’accordo”. Ma di traverso all’intesa resta Silvio Berlusconi che sul Corriere definisce “immaturi, arroganti e con sete” gli esponenti Cinque Stelle, ribadendo di fidarsi di Salvini. Sulla carta resta lo stallo anche se domani il calendario della crisi prevede una nuova tappa. Archiviato l’incarico esplorativo affidato a Elisabetta Casellati, si profila il mandato che il Colle dovrebbe affidare a Roberto Fico. Il Presidente della Camera, specularmente a quanto è accaduto con Casellati, potrebbe rivolgersi anche al Pd. Uno scenario, quello di un dialogo M5s-dem, bocciato adesso dal Cavaliere, come “un ennesimo tradimento della volontà degli elettori”. Anche il Pd esprime scetticismo: aspetta di conoscere le scelte del Colle ma si dichiara aperto al dialogo con Di Maio solo se prima “chiude il forno della Lega” altrimenti neanche si siede al tavolo. Una decisione che non passerà per una riunione di direzione visto che il reggente Maurizio Martina ha deciso di rinviare al termine delle consultazioni. “Il Pd - protesta Cesare Damiano - deve ridiscutere il suo posizionamento politico: convochiamo subito la Direzione”. Nel frattempo i due protagonisti assoluti di que- sta fase, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, in attesa dei risultati molisani, fanno trapelare loro continui contatti informali. Pro- babilmente il paragone con l’Ohio è azzardato, tuttavia il voto di questa piccola Regione dirà chi sarà il vincitore di due sfide altrettanto cruciali: non solo quella per il governatore - potrebbe esserci un testa a testa c.destra-M5s, con questi ultimi favoriti - ma soprattutto il risultato della partita interna tra Lega e Forza Italia. Nel corso di tutta la campagna elettorale, in Molise, il Cavaliere e il segretario ‘lumbard’ non si sono mai incrociati, mai un comizio in comune e nemmeno una stretta di mano davanti alle telecamere. Alle ultime politiche il partito azzurro, ha doppiato il Carroccio 16% a 8%. Ora, dopo appena sette settimane, i due dati potrebbero avvicinarsi. E un eventuale sorpasso leghista, in una terra comunque del centro-sud, rappresenterebbe il primo successo della co- siddetta ‘opa’ di Salvini sull’elettorato forzista. Competizione nel centrodestra anche in Friuli, dove si voterà domenica prossima.


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