Il congresso entra nel vivo



PD/SI CHIUDE IL TESSERAMENTO, PARTE LA SELEZIONE DEI CANDIDATI ALLE PRIMARIE

ROMA. Oggi, come previsto dal regolamento, si chiude il tesseramento per gli iscritti che potranno fare la prima selezione dei candidati con il voto nei circoli. I dati dovrebbero essere in linea con quelli del 2016, tra i 370mila ed i 400mila iscritti, garantiscono al vertice dem escludendo emorragie post-scissione. Ma in realtà tutti e tre i maggiori candidati Renzi, Emiliano e Orlando stanno già guardando alla vera sfida, le primarie del 30 aprile, dalle quali dipendono sia il vincitore sia gli equilibri dell’Assemblea nazionale chiamata a votare il segretario nel caso in cui nessun candidato superasse il 50 per cento. Per “festeggiare” la fine del tesseramento oggi Matteo Renzi pranzerà nel suo circolo fiorentino a Vie Nuove. “Bel- lo avere dei luoghi in cui ti chiami per nome, dove comunque vada ci sono sempre gli amici ad aspettarti”, dice l’ex segretario che cerca di archiviare velocemente la rottura dentro il Pd e punta a “rilanciare sui contenuti: la sanità, la cultura, le tasse, l’innovazione, il capitale umano”. L’ex premier, che ieri ha visitato a Cernusco sul Naviglio il cantiere di un polo scolastico, difende “gli impegni mantenuti” dal suo governo ma sta anche studiando con i suoi le parole d’ordine della campagna congressuale: ha chiesto al governo di spingere in Parlamento sul ddl povertà e ha lanciato l’idea del ‘lavoro di cittadinanza’. La sfida è non solo a Emiliano e Orlando ma anche, in prospettiva, in caso di vittoria, ai principali competitors alle politiche: M5S. Un terreno di scontro sarà sicuramente lo stato dell’Ue e le ricette per superare i limiti. L’ex premier non ha intenzione di ammorbidire i toni nè al congresso nè, in caso di vittoria, se dovrà da segretario del Pd portare in porto la manovra che l’Ue vuole di lacrime e sangue. E un riconoscimento gli arriva dal ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel: “Renzi ha portato avanti delle riforme in questo Paese che nessun altro governo era riuscita a fare”. Dopo aver provato attraverso Francesco Boccia ad allungare i tempi del tesseramento, Michele Emiliano ha deciso di lasciare da parte la polemica sulle regole e puntare su temi meno politichesi. Tempi più lunghi avrebbero certo permesso al governatore di allargare la platea degli iscritti a suo favore. Ma a questo punto Emiliano ha deciso di fare la sua campagna acquisti in vista delle primarie, chiamando al voto anche elettori non dem, grillini inclusi, per far fuori l’ex premier. “Renzi sa già che farà il pieno di voti tra gli iscritti che saranno più o meno gli stessi degli anni della sua se- greteria, noi puntiamo fuori”, dicono dall’entourage del governatore. Che mettono in conto, nella prima fase del congresso, di arrivare terzi, dopo Andrea Orlando il quale, dopo l’uscita di Bersani e D’Alema, potrebbe intercettare il voto degli iscritti dell’area della precedente minoranza che hanno deciso di non seguire i leader fuori dal Pd. A quegli iscritti non fa mistero, d’altra parte, di guardare il Guardasigilli. “C’è un malessere - dice Orlando che chiede una riflessione congressuale sul referendum - che non è soltanto quello di pezzi di gruppi dirigenti che se ne vanno, è anche delle tante persone che sono rimaste a casa in questi anni e che hanno perduta speranza nel Partito de- mocratico”.


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