Il contagio corre veloce

“NON ESCLUSI CONFINAMENTI MIRATI”. RICCIARDI: “BISOGNA CHIUDERE MILANO E NAPOLI”



di Luca Laviola

ROMA. “Se rispettiamo queste misure abbiamo buone possibilità di affrontare dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario sotto stress. In caso contrario ci troveremo di fronte alla necessità di un lockdown, dobbiamo scongiurarlo”. Il premier Giuseppe Conte torna sullo spettro di una nuova chiusura dell’Italia, al termine del martedì nero della seconda ondata di Covid-19, con il record di contagi - quasi 22 mila - e di vittime, 221, il dato più alto dal 5 maggio. Gli oltre 5 mila nuovi positivi trovati in Lombardia, con quasi 30 nuovi ingressi in terapia intensiva, giustificano il dibattito che si fa acceso sull’ipotesi di un lockdown a Milano. E chiusure mirate locali appaiono sempre più probabili, in attesa di vedere tra qualche giorno i primi effetti delle restrizioni dell’ultimo Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm). Mini lockdown, che riguardino singole zone, sono “un’opzione da prendere in considerazione, quasi un automatismo”, dice Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione dell’Iss. Un segnale che la situazione è grave è forse anche il ritorno delle conferenze stampa: tre a settimana, due dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e una del commissario Domenico Arcuri. Assertore convinto della necessità di chiudere Milano è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute. “Ci sono delle aree del Paese dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non bastano a fermare il contagio”, afferma a Radio Capital parlando di zona rossa anche a Napoli. Il governatore della Lombardia Attilio Fontana esclude invece “che ci siano le condizioni per prevedere ipotesi di questo genere, anzi, tutti i nostri interventi vanno nella direzione di evitare ogni tipo di lockdown”. Il sindaco di Milano Beppe Sala commenta di “non essere d’accordo, adesso” su una chiusura della capitale economica. “Anche nella peggiore delle ipotesi avremmo 10-15 giorni per decidere un eventuale lockdown”, aggiunge. Ma l’allarme viene dal coordinatore dei pronto soccorso Covid lombardi, Guido Bertolini, secondo il quale “l’unica cosa che si può fare è chiudere tutto, un lockdown a livello nazionale. La situazione nei pronto soccorso è drammatica, non solo in Lombardia, ma ovunque” in Italia. Per Napoli risponde invece il sindaco a Ricciardi. “Le parole sono piombo”, dice Luigi de Magistris, “eviterei di fare annunci a mezzo stampa perché altrimenti creiamo solo allarmi- smo, preoccupazione e non facciamo nulla di buono’’. La Campania fa registrare 2.761 nuovi contagi, un record, e la percentuale di letti di terapia intensiva occupati da malati di Covid-19 supera per la prima volta in regione la soglia d’allarme del 30%. Anche Umbria e Valle d’Aosta sono oltre quel limite, mentre la media nazionale di ricoverati in rianimazione resta per ora al 21%. Sono 127 i nuovi pazienti in terapia intensiva in tutta Italia in 24 ore, un balzo preoccupante, anche perché si tratta come sempre del saldo totale, che tiene conto anche dei dimessi. Stesso discorso per i ricoveri in reparti ordinari, che sono ben 958 in più. Preoccupa poi l’aumento netto dei decessi, 221, pur ricordando che a marzo il picco fu di quasi mille e che i tamponi, oltre 174 mila, sono stati quasi 50 mila in più del giorno precedente. Otto le regioni con più di mille nuovi infetti, il Lazio ne ha quasi 2 mila. “Faccio appello a tutte le Regioni, alle Province autonome e agli enti locali perché si mettano da parte le eventuali divergenze - dice il ministro per le Autonomie Francesco Boccia - e si collabori al massimo per affrontare insieme anche questa fase così complessa”.

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