Il Covid «morde» la fiducia nel Paese

La Bce avverte sulla ripresa economica. Rischi climatici nella prossima prova stress delle banche



di Alfonso Abbagnale

ROMA. La seconda ondata di Covid abbatte la fiducia di consumatori e imprese mentre la Bce "non esclude" che l'Italia possa rimanere indietro sulla ripresa economica. Per questo mese di novembre, che volge ormai al termine, l'Istat stima un calo sia dell'indice del clima di fiducia dei consumatori (da 101,7 a 98,1) sia dell'indice composito del clima di fiducia delle imprese che cade da 92,2 a 82,8 "per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato". Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in calo anche se "con intensità differenziate", spiega l'Istituto e guardando alle imprese, sottolinea che "il peggioramento della fiducia è diffuso a tutti i settori". L'industria e il commercio al dettaglio registrano "cali più contenuti" mentre viene rilevato "un crollo dell'indice relativo ai servizi di mercato" che precipita a 74,7 da 87,5. In coincidenza con i dati diffusi dall'Istat, arriva anche un allarme da Francoforte per il governo giallorosso. Il membro del comitato esecutivo della Bce, Fabio Panetta, avverte che "non può essere escluso" il rischio che paesi come l'Italia, la Spagna e il Portogallo possano essere lasciati indietro nella fase di ripresa a causa dei loro minori margini di manovra nei conti pubblici. "Rispetto alle crisi del passato, abbiamo registrato una gamma di interventi molto diversa" ed "è cruciale, ora e nei prossimi mesi, che i paesi utilizzino tali risorse con rapidità ed efficacia per finanziare gli investimenti e rafforzare il proprio potenziale di crescita", spiega Panetta. E "soltanto la crescita ci proteggerà dal debito", precisa, ricordando che la cancellazione del debito tramite la Bce "violerebbe i Trattati". Guardando alla riunione del board di dicembre, il consigliere esecutivo italiano ha ribadito che "il Consiglio direttivo riesaminerà le prospettive macroeconomiche e sulla base di una tale analisi ricalibrerà i propri strumenti". Negli ultimi mesi il "quadro inflazionistico è peggiorato, non migliorato, a causa della recrudescenza della pandemia e dei provvedimenti di contenimento adottati in più paesi per farvi fronte", fa notare Panetta, dicendosi anche preoccupato circa una nuova recessione. "Sinora la nostra azione di stimolo non è stata sufficiente per riportare l'inflazione in linea con il nostro obiettivo", per cui "dobbiamo agire senza indebiti ritardi, per sgombrare il campo da qualsiasi possibile dubbio sulla nostra determinazione a preservare la stabilità dei prezzi, il nostro mandato principale, e per evitare il disancoraggio delle aspettative di inflazione". E sulla "necessità" di ricalibrare gli strumenti della Bce il mese prossimo "vi è consenso all'interno del Consiglio direttivo", afferma Panetta. E nella stessa giornata la Bce pubblica anche il testo definitivo della Guida sui rischi climatici e ambientali per le banche, spiegando che in linea con "la crescente importanza dei cambiamenti climatici per l'economia" e con i maggiori dati disponibili che ne dimostrano l'impatto finanziario sulle banche, la Bce "terrà conto dei rischi climatici nella prossima prova di stress del 2022". Francoforte fa notare che gli istituti bancari sono "significativamente indietro" in tema di informativa sui rischi climatici e ambientali. "Nonostante alcuni miglioramenti riscontrati rispetto allo scorso anno, le banche devono compiere sforzi significativi per meglio sostenere la propria informativa al pubblico con dati quantitativi e qualitativi pertinenti", sottolinea l'Istituto centrale, per cui "nella seconda metà del 2021 la Bce si propone di identificare le restanti carenze e discuterle con le banche".

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