Il Ct: “Bravi tutti, lascio una macchina da guerra”



BORDEEUX. “A novembre volevo anche restare, ma di fronte all’evidenza ho dovuto prendere atto della realta: non vedevo nessuno al mio fianco”: è amaro l’addio di Antonio Conte alla panchina azzurra, almeno quanto quello dei giocatori che escono dal campo in lacrime. Il ct lo mitiga con un “i ragazzi mi rimarranno nel cuore, questo non è un addio ma un augurabile arrivederci”.

“Ora spero che per l’Italia ci sia più spazio; mi sono battuto fino all’ultimo anche per la data della Coppa Italia - prosegue il ct - volevo proseguire un altro biennio, ma poi ho capito che non era cambiato nulla. Anche la stampa non era dalla mia parte, sembrava che la guerra la facessi solo io e che la facessi per me, non per la nazionale. Vicino a me c’era solo il presidente Tavecchio, ma arrivava fino a un certo punto. Ora il mio futuro è tornare nel club”, chiude il capitolo, pensando all’appuntamento col Chelsea per l’11 luglio, il giorno dopo la finale di Parigi.

“Mi serve questa settimana per smaltire la delusione” dice raccontando quel rimpianto stampato sul viso.

L’Europeo dell’exploit azzurro si è arenato sullo scoglio dei rigori, contro una Germania strafavorita eppure tenuta sulla corda fino al 120' dai ragazzi di Conte. E a dare il senso della delusione azzurra è Barzagli, in lacrime a fine partita come altri azzurri, come il capitano Buffon: “Abbiamo fatto qualcosa di eccezionale - le parole del difensore - siamo andati oltre i nostri limiti, abbiamo dato tutto ma nessuno si ricorderà di questa squadra”, l’amarezza del dopo rigori. “Mi dispiace per i ragazzi, hanno dato tutto quello che avevano contro una squadra fortissima. Peccato, potevamo andare avanti noi”, il primo rammarico di Conte, che non nasconde il “rimpianto di avere perso solo alla fine, dal dischetto. Questi ragazzi ci hanno messo impegno, orgoglio e amore per la maglia, hanno dato tutto quello che avevano. Bilancio? li fanno gli altri. Sono contento di aver fatto questa esperienza. Questa panchina regala sempre grandi emozioni. Non è un addio, ma un arrivederci”. “Abbiamo affrontato ostacoli importanti sempre a testa alta oggi non ci è riuscita la super impresa”, ha anche detto Conte, che un minibilancio l’ha fatto: “Ho avuto un gruppo fantastico, questi ragazzi saranno sempre nel mio cuore. li ringrazierò sempre, sono stati fantastici. La strada è tracciata, lascio eredità importante e sono sicuro che le cose andranno per il meglio”, dice a corredo di quel messaggio su un ritorno futuribile, già lanciato alcuni giorni fa. “Lascio una macchina da guerra, come avevo promesso, e questi ragazzi cresceranno: credo che la nostra traccia sia indelebile”. “Avevano grande rispetto di noi: il fatto che i campioni del mondo abbiano cambiato il loro modo di giocare è un segnale”, aggiunge Conte, rivelando che Sturaro ha giocato da metà partita “con una distrazione al ginocchio: non potevo cambiarlo, non avevo con chi sostituirlo, ma è stato stoico. E noi abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo. Avere tenuto testa alla Germania è una soddisfazione, ma alla fine ci credevamo: abbiamo cercato di rimanere aggrappati al nostro sogno con le unghie e con tutto”. Ai suoi giocatori, il ct lancia un saluto: “Devono tornare a casa sereni, non finirò mai di ringraziarli: sono stati due anni eccezionali, culminati in un mese e mezzo fantastico. Si era creato qualcosa di magico”, il rammarico esplicito.


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