Il diluvio a Cortina: donna uccisa dal fango



METEO ESTREMO/BOMBA D’ACQUA SULLA LOCALITÀ VENETA. UNA VITTIMA

CORTINA. Sepolta da una massa di fango e detriti dopo essere stata trascinata per qualche centinaio di metri a valle, investita da una frana mentre in auto stava rientrando a casa sopra Cortina, verso l'una di notte. È stata trovata dopo ore di ricerche dalle unità cinofile del soccorso alpino, nell'alveo di un torrente, Carla Catturani, 60 anni, medico del "Codevilla" in pensione. Poco più in là la sua Panda accartocciata dalla furia della gigantesca massa detritica che si era staccata dalle pendici montane investite da una bomba d'acqua che ha fatto esondare il torrente Bigontina. Venerdì sera aveva partecipato ad una sagra in zona, ma aveva visto arrivare il maltempo e deciso di rientrare. In un attimo è stato un diluvio d'acqua che ha smosso le montagne, come da un po’ capita nell'area dolomitica. La Panda era su un ponte quando è stata scaraventata nel torrente, tra Rio Gere e lago Scin. Migliaia di metri cubi di acqua, terra e detriti, ma anche massi grandi come container - "probabilmente per toglierli dovremo farli brillare" ha detto un soccorritore - sono scesi a valle invadendo tratti di strada, i pianoterra di una quindicina di case e di un ristorante nella frazione di Alverà."Mi sono svegliato di soprassalto all'una, per il frastuono - ha raccontato Walter Catturani, fratello della vittima -, e ho visto scene infernali: auto che rotolavano per la strada, portate dalla furia dell'acqua; un ragazzo aggrappato alla ringhiera di ferro, per resistere, e se l'è cavata, altrimenti i morti sarebbero stati due". Riccardo Gaspari, ristoratore ad Alverà, ha ancora nelle narici l'odore di fango che d'improvviso ha invaso l'aria. Un laboratorio di vetreria adesso non c'è più. Ai soccorritori è apparsa una scena da incubo. Si è fatta la conta delle persone ed è scattata la macchina delle ricerche, concluse con la scoperta del corpo in fondo al torrente carico di melma. In quelle ore d'angoscia, molti hanno pensato alla tragedia del 5 agosto di due anni fa quando, a una decina di chilometri di distanza, a San Vito, una frana, sempre legata ad un nubifragio, aveva spazzato via tre vite: una coppia tedesca e un cittadino ceco. Qualcuno ha ricordato che in quella zona del torrente ampezzano, nell'agosto del 2009, si era concluso il volo dell'elicottero "falco" del soccorso alpino. Le vittime erano state quattro. Venti anni fa una frana simile aveva ucciso un carabiniere nella zona di passo Tre Croci, sopra Cortina. Per tutto il giorno, nel centro operativo comunale, si sono succedute riunioni per stabilire il piano degli interventi urgenti, per controllare il meteo, per gettare le basi per le opere di prevenzione. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, intanto, ha firmato lo stato di emergenza e lo dichiarerà nazionale. "La priorità - ha detto il prefetto di Belluno, Francesco Esposito - è cercare di capire i danni che si sono verificati, ma anche il rischio che si può prospettare nel caso di nuove precipitazioni". In serata poi è stata decisa l'evacuazione di 12 case, quelle più vicine alle zone interessate dalla frana. Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha telefonato a Zaia per essere informato ed esprimere cordoglio per la vittima. Per il sindaco Gianpietro Ghedina, tra le priorità, oltre al tempo, c'è la pulizia e messa in sicurezza dell'alveo del torrente che attraversa l'abitato di Alverà.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA