Il gasdotto Tap ha via libera



LA CONSULTA DICHIARA ILLEGITTIMA LA LEGGE ANTI-XYLELLA NELLA REGIONE PUGLIA

ROMA. La Corte Costituzionale entra in maniera tangente nella vicenda Tap. E la realizzazione del gasdotto, contro cui si sono schierati gli attivisti, registra un altro punto a favore dopo il via libera del Consiglio di Stato. E’ stata infatti dichiarata illegittima una norma della Regione Puglia contenuta nella legge del 2016 che fissa vincoli urbanistici per i terreni toccati dall’espianto degli ulivi per la xylella (la batteriosi che uccide gli ulivi, provocandone il disseccamento, ndr). La Consulta ha “bocciato” il comma 3 perché, a certe condizioni, esenta da tali vincoli le opere pubbliche e non quelle private. Le deroghe ai vincoli urbanistici che riguardino opere rientranti nella competenza dello Stato, hanno stabilito i giudici, possono essere regolate solo dallo Stato stesso, previa intesa con la Regione, se prevista. Si è così consumato un altro round della “battaglia” governo-Regione Puglia sulle politiche energetiche e ambientali che l’anno scorso si giocò sul referendum trivelle e quest’anno cade nel pieno dell’impegno del governatore pugliese, Michele Emiliano, per le primarie Pd. Una battaglia che riprenderà la prossima settimana in Consulta, con la Puglia, e il Veneto, opposte al governo sulla prospezione idrocarburi e il piano aree. A impugnare la norma sui vincoli urbanistici era stata la presidenza del Consiglio ritenendo che potesse impattare sul Tap, il metanodotto che approderà in Salento e porterà in Italia il gas dell’Azerbaijan. Per i governo è un’infrastruttura strategica che non deve subire “altri ritardi”, “fondamentale per la sicurezza energetica, la decarbonizzazione, la competitività dei prezzi”, ha ribadito al question time il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, assicurando che “l’impatto dei costi sulla tariffa di trasporto sarà a carico degli operatori e non degli utenti”. Nella legge della Regione Puglia, del Tap, in realtà non si parla. Si parla invece dell’espianto degli ulivi attaccati dalla xylella e dei terreni che per sette anni non possono cambiare tipizzazione urbanistica. Con un’eccezione: le aree su cui insistono opere pubbliche necessarie alla salvaguardia dell’incolumità e dell’ambiente che non possano essere ubicate altrove. Il Tap, invece, è un consorzio privato, formato da colossi come Bp, Socar, Snam, Fluxys, Enagás eAxpo. “Il pomo della discordia di questa causa è il gasdotto Tap”, aveva infatti sintetizzato durante l’udienza in Corte Costituzionale il giudice relatore, GiulianoAmato, prima che prendessero la parola l’avvocato dello Stato Vincenzo Nunziata per Palazzo Chigi e Francesco Saverio Marini per la Regione. E il sospetto del governo, disinnescato ora dalla Corte, era che la legge regionale potesse ostacolare la costruzione del gasdotto, in particolare le opere in superficie e l’interconnessione tra il Tap e la rete nazionale di Snam Rete Gas.


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