Il giorno delle lacrime



BRESCIA. Le lacrime a chiudere una giornata lunga ed estenuante in cui in aula è risuonata la parola ergastolo. Ci sono quelle di Massimo Bossetti, in cella di sicurezza mentre saluta madre e sorella, e poi quelle di Marita, moglie e madre di tre figli che crolla alla lettura della sentenza che ribadisce un "fine pena mai".

Bossetti è tornato nel carcere di via Gleno a Bergamo, dove si trova dal 16 giugno del 2014. Oggi riceverà la visita dei suoi avvocati, Claudio Salvagni e Paolo Camporini che cercheranno di infondergli nuova fiducia in attesa dell'inevitabile Cassazione. Bossetti è definito "molto provato", quasi "distrutto" dall'infrangersi delle sue dichiarazioni di innocenza contro il verdetto d'appello che conferma quello della Corte d'assise di Bergamo.

Ho provato un grandissimo dolore a vedere mio figlio piangere" ammette il giorno dopo Ester Arzuffi. Più passavano le ore di attesa e più la donna cullava il sogno di un clamoroso ribaltone giudiziario. Ha macinato chilometri lungo i corridoi del palazzo di Giustizia nella lunga serata del verdetto d'Appello. Da sola, oppure con la figlia Laura Letizia o con l'avvocato Benedetto Maria Bonomo.

Spesso incrociando lo sguardo dei tantissimi curiosi, arrivati in centinaia al Palazzo di Giustizia per seguire dal vivo l'ultimo atto di uno dei processi più mediatici degli ultimi anni. Gente arrivata anche in pantaloncini e ciabatte come se dovesse assistere ad un film in un cinema estivo all'aperto e non entrare in un'aula di tribunale. Ester Arzuffi te- meva che la sentenza slittasse il giorno dopo.

Il verdetto è arrivato di notte: "Perché non vogliono rifare quell'esame del Dna?

Potrebbe far superare molti dubbi" continuava a chiedersi anche ieri Ester Arzuffi. Bossetti è scoppiato a piangere proprio salutando lei, dopo essere rimasto invece impassibile al pronunciamento della parola "ergastolo" da parte del presidente della Corte Enrico Fischetti.

Sono state immediate invece le lacrime di Marita Comi che nel corso della lunga attesa serale perdeva serenità con il passare delle ore. Alle 19, quando è arrivata in tribunale convinta di dover aspettare non più di un'ora, la donna sorrideva con alcuni componenti del pool difensivo del marito.Alle 22 nei pressi dell'aula 64 del palazzo di Giustizia di Brescia il trucco di Marita nasconde una tensione ormai alle stelle. Stringe la mano ai fedelissimi di Bossetti, i componenti di un gruppo Facebook da sempre innocentista nei confronti del muratore. "Grazie, grazie" dice ad ognuno di loro.

Ma è quasi un gesto automatico perché la testa è altrove. Al futuro suo, del marito, del matrimonio e della famiglia. E quando a mezzanotte e venticinque viene pronunciata la sentenza di ergastolo per la moglie di Bossetti parlano solo le lacrime. Evita giornalisti, non risponde ad alcuna domanda. Piange al termine di uno dei giorni più lunghi e difficili della sua vita.


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