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Il governo corregge i conti


UE/CONGELA I FONDI PER IL DEBITO, MATTARELLA FA SCUDO SULLA PROCEDURA


di Silvia Gasparetto

ROMA. Alla fine il governo corregge i conti. Non solo registrando con l’assestamento il miglioramento dell’andamento dell’economia ma anche con l’approvazione di un decreto ad hoc, anti-procedura, che fin da ora ‘congela’ un miliardo e mezzo dai due maxi-fondi per reddito di cittadinanza e quota 100 e destina tutti i risparmi che ci saranno da qui a fine anno per le due misure di bandiera al “miglioramento dei saldi di finanza pubblica”. Forte anche dello scudo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contro l’apertura di una procedura di infrazione Ue sull’Italia, l’esecutivo cerca di mettersi in sicurezza accompagnando l’assestamento con un provvedimento urgente per blindare il disavanzo di quest’anno che dovrebbe fermarsi, stando alle nuove previsioni, al famoso 2,04 previsto nell’accordo con Bruxelles di dicembre, poi lievitato al 2,4% ad aprile a causa della brusca frenata della crescita. La correzione vera e propria si limita comunque al 2019 e sarà da vedere se sarà sufficiente per scongiurare l’apertura della procedura. A Bruxelles era tutto pronto, ma il caos sulle nomine ha fatto slittare anche la riunione del collegio dei commissari, che deve decidere se raccomandare o meno all’Ecofin una procedura di infrazione per deficit eccessivo basata sull’alto debito. I commissari potrebbero riunirsi comunque entro la settimana, per passare il dossier ai Paesi il prossimo 8 e 9 luglio quando sono in programma le riunione dei ministri finanziari. In quella sede si potrà anche valutare di dare credito all’Italia e di posticipare all’autunno la decisione definitiva, quando saranno chiari anche i programmi del governo gialloverde per il prossimo anno. Il governo da un lato cede quindi, scrivendo in modo esplicito per decreto che le risorse non spese per reddito e quota 100 non andranno ad altre spese ma alla causa del deficit, ma non prende impegni espliciti per il 2020, come invece auspicava la commissione e come ha ribadito il commissario al Bilancio, Guenther Oettinger. “Bisogna vedere - ha detto uno dei ‘falchi’ - se, in questi giorni, gli italiani soddisferanno le richieste della Commissione per quanto riguarda sia le entrate sia le uscite del progetto di bilancio per il 2020. Se non lo faranno, non avremo margini di manovra per evitare la procedura di infrazione”. Tra maggiori entrate - grazie anche al buon andamento della fatturazione elettronica e ai successi della lotta all’evasione - e le maxi cedole incassate dalle partecipate di Stato, tutte voci una tantum, con l’approvazione del ddl per l’assestamento del bilancio si mettono intanto in cascina circa 4 miliardi, cui si aggiunge il miliardo e mezzo congelato e anche gli eventuali ulteriori risparmi che fonti di governo quantificano oltre i 7 miliardi. Anche il fabbisogno, che segna un ribasso di circa 8 miliardi rispetto ai primi sei mesi del 2018, lascia intuire quello che il premier, Giuseppe Conte, non ha mai smesso di predicare in questi giorni, e ha ribadito anche stamattina: “I numeri sono positivi”, ha detto, “confido sempre di poter” evitare la procedura. A stretto giro è arrivato anche il sostegno di Mattarella: “Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta”, ha scandito il capo dello Stato citando i risultati positivi già raggiunti anche nel 2018 in confronto alla perfomance del 2019.

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