Il killer chiuso nel silenzio



ASTO (Chieti). “Basta con questa violenza. Non si può andare avanti con l’odio. Due vite completamente spezzate. Ha perso la città. Noi abbiamo perso. Queste morti riportino nella nostra comunità un po’ di serenità”.

È questo il monito del parroco don Antonio Totaro durante il funerale di Italo D’Elisa, il giovane di 22 anni ucciso quattro giorni fa da Fabio Di Lello, il marito di Roberta Smargiassi, rimasta uccisa sette mesi fa dopo che Italo D’Elisa l’aveva travolta con la sua auto in un incidente stradale.

Erano in centinaia sul sagrato della chiesa di Santa Maria del Sabato Santo per le esequie funebri diD’Elisa. Tanti i giovani con i palloncini bianchi, come la bara che accoglie i suoi resti per una vita spezzata dal dolore di Di Lello che non gli ha perdonato di essere il responsabile della morte della sua Roberta. In chiesa c’era il fratello di Roberta, Michele, per esprimere le condoglianze delle famiglie Di Lello e Smargiassi.

Vasto ha vissuto su due fronti, da un lato nel dolore per l’ultimo saluto durante i funerali di Italo D’Elisa e dall’altro capo della città sul fronte giudiziario per l’interrogatorio di garanzia a carico del suo assassino, Fabio Di Lello.Nel carcere di Vasto Di Lello si è avvalso della facoltà di non rispondere al pm Gabriella De Lucia e al gip Caterina Salusti per il delitto di omicidio volontario premeditato; il magistrato si è riservato la decisione in ordine alla convalida e alla misura cautelare. Un confronto durato pochi minuti, al termine del quale Di Lello, panettiere 34 anni, ha avuto modo di restare da solo con i suoi legali Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni, in un abbraccio fatto di lacrime e silenzi.

L’omelia è stata pronunciata dall’ex parroco di Furci,paese d’origine di Diana, mamma di Italo dove verrà seppellito il giovane nel cimitero cittadino. “Un momento difficile per tutti - ha detto - ma la tua vita strappata così tragicamente agli affetti non è perduta, il tuo sorriso non si è spento, ed è un invito a credere, anche oggi, che la vita è un grande dono”. Lunedì prossimo presso la procura vastese ci sarà l’incidente probatorio per verificare le telefonate fatte e ricevute dal cellulare e per documentare il traffico e i contenuti del computer di Fabio Di Lello: si vuol scoprire se qualcuno ha avvertito telefonicamente mercoledì pomeriggio Di Lello mentre era ad allenarsi a Cupello , informandolo della presenza di D’Elisa davanti al Drink Bar.

Da verificare anche la notizia rivelata da Pompeo Del Re, difensore del giovane ucciso, secondo il quale ai primi di dicembre Di Lello si era spogliato di tutti i suoi beni per intestarli ai genitori con un atto

notarile. Atto poi registrato in Conservatoria il 22 dicembre. Secondo De Re “questo può spiegarci l’indice di una premeditazione in quanto atti che potessero far presagire la volontà di spogliarsi dei propri averi in previsione del compimento di un atto estremo come poi così è stato”.


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