Il Lazio piange Nadia e Simona



ROMA. Il Lazio piange Nadia e Simona, due delle nove vittime italiane dell’attentato di due giorni fa a Dacca, in Bangladesh. Mercoledì prossimo, alla riapertura dei lavori del consiglio regionale, sarà rispettato un minuto di silenzio in memoria delle due italiane. Bandiere a mezz’asta nel- le città di origine delle due italiane, Vitebo e Magliano Sabina, nel Reatino. Nei prossimi giorni, probabilmente in concomitanza con i funerali, sarà anche proclamato il lutto cittadino. “Una tragedia immen- sa, un dolore che colpisce il mondo e in particolare il nostro Paese e anche la no- stra regione - il messaggio di cordoglio del governa- tore, Nicola Zingaretti -. Una certezza, proprio in un momento così drammatico: l’odio e il terrore non vin- ceranno mai”.

L’imprenditrice viterbese e la sua dipendente erano a cena all’Holey Artisan Bakery di Dacca per salutare i loro amici prima di tornare in Italia e riabbracciare i familiari. Nadia, 52 anni, sarebbe dovuta tornare nella sua Viterbo, mentre Simona, 33 anni ed incinta al settimo mese, sarebbe partita alla volta di Magliano il lunedì successivo, oggi, per un lungo periodo di aspettativa proprio per portare a termine la gravidanza. Il destino, però, ha messo sulla loro strada la follia omicida dei terroristi che prima le han- no prese in ostaggio e poi le hanno uccise brutalmente, insieme ad altri sette italiani, sette giapponesi, un’indiana e tre bengalesi, di cui uno con nazionalità americana. Innumerevoli i messaggi di cordoglio per la scomparsa delle due italiane di origini laziali. Gli amici le ricordano sui social network, in attesa di poter partecipare aifunerali che potrebbero svolgersi giovedì prossimo, dopo il rientro in Italia delle salme. Ieri il Campidoglio ha voluto ricordare Nadia, Simona e tutte le altre vittime di Dacca proiettando sulla facciata di Palazzo Senatorio il tricolore italiano. “Questa esperienza di martirio per la nostra famiglia e il sangue di Simona spe- ro possa contribuire a costruire un mondo più giusto e fraterno”, le parole del fratel- lo sacerdote di Simona Monti. “Un branco di bestie ce l’ha portata via”, tuona su Facebook Giulia, la nipote di Nadia Benedetti. Aspettava la zia il giorno dopo a Viterbo, per passare ancora una serata in- sieme al karaoke, a cantare le canzoni di Califano. “Ma ora non c’è più - chiosa -: non la rivedremo più, non parleremo, non commenteremo i colori delle magliette da produrre, mio padre non la andrà più a prendere all’aeroporto, non andremo a cantare insieme come ci eravamo ripro- messe”.


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