Il mal di stomaco di SILVIO



Il caso/L’ex presidente del Milan critica aspramente anche la gestione di Gattuso

MILANO. Il Milan provoca “il mal di stomaco” a Silvio Berlusconi, che fatica a vedere la sua ex squadra non rispettare il suo dogma calcistico delle due punte in attacco, e non fa proprio nulla per nasconderlo quando, puntuale, arriva una domanda sul tema nelle varie interviste programmate nella campagna elettorale ormai entrata nel vivo. “Pentito di aver venduto il Milan? Non era più possibile nel calcio petrodollaristico che si è avviato, per una famiglia sostenere le spese necessarie per avere una squadra in alto nell’Olimpo del calcio europeo e mondiale. Quindi la mia è stata una scelta doverosa e evitabile” ha risposto su Radio Capital l’ex presidente rossonero, che alla guida di Forza Italia sta preparando l’appuntamento del 4 marzo con le elezioni politiche e quelle regionali in Lombardia e Lazio. “Detto questo, io tengo sempre il Milan nel cuore e quando lo vedo giocare così, con un modulo assolutamente inconsulto e sbagliato, soffro di un reale mal di stomaco”, ha aggiunto Berlusconi, in un climax di considerazioni pubbliche piuttosto critiche, non tanto verso la nuova proprietà cinese (“Hanno rispettato gli impegni”, ha twittato il 22 novembre, quanto sulle scelte tattiche di guida il Milan: l’8 maggio, nemmeno un mese dopo il closing, la ramanzina a Vincenzo Montella (“Speriamo cambi tattica”); a fine giugno, con il mercato alle porte, l’auspicio di rivedere Ibrahimovic in rossonero; “Guardo il Milan in tv e sto male”, ha raccontato il primo novembre”; e il 20 dicembre, facen- do l’in bocca al lupo al nuovo allenatore Rino Gattuso, gli ha consigliato di rivedere l’attacco, perché “il Milan a una punta non va da nessuna parte”. Infine, ieri, è arrivata la stoccata pe- sante nel giorno del quarantesimo compleanno di Gattuso, festeggiato dal Milan (“Esempio di umiltà, determinazione e am- bizione”) e da vari ex compagni di squadra, da Maldini a Cafu, da Kakà a Shevchenko, che in un divertente video messaggio gli hanno consigliato di urlare meno in campo. “Da due mesi sei al Milan - ha sorriso Pirlo - e sembra che tu abbia 50 anni”. CRITICO ANCHE BACCA - Carlos Bacca non smette di lanciare frecciatine al Milan, ancora proprietario del suo cartellino: l’attaccante colombiano, felice di essere tornato al Villarreal, dopo le due stagioni in maglia rossonera, ma il suo non è però un trasferimento a titolo definitivo:è in prestito con diritto di riscatto. Per lui finora 8 gol in 22 presenze, per convincere gli spagnoli a riscattarlo: servono circa 15,5 milioni di euro. “No, non sono andato nel Milan che conoscevamo per la sua storia. Però di storia non si vive, lo dimostra in Real Madrid quest’anno. Il Milan ha fatto molti anni senza essere il migliore, sono andato lì per la storia del club, però abbiamo incontrato molte sorprese. Cosa succede nel Milan? Stanno cercando una soluzione, ma non l’ho vista in due anni. Hanno detto che era un problema di allenatore e l’hanno cambiato; che era un problema di giocatori e ne hanno presi alcuni di livello maggiore; e hanno cambiato pure i dirigenti. Credo che tutto avvenga perché nel calcio ci sono dei cicli. Juventus e Napoli sono cresciute molto negli ultimi anni, al Milan hanno vissuto troppo della loro storia”:


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