Il mercato del lavoro si ferma


CRISI/CALANO GLI OCCUPATI NEL MESE DI LUGLIO, SOPRATTUTTO GIOVANI E ANZIANI


ROMA. Aumentano i giovani disoccupati e i lavoratori anziani, cala l’occupazione e crescono le fila di quelli che rinunciano a cercare lavoro. I dati Istat segnano una battuta d’arresto per il mercato del lavoro a luglio, dopo quattro mesi di recupero. La disoccupazione giovanile risale al 37,3%, con un balzo di due punti percentuali in un mese, ci sono 63 mila occupati in meno da giugno e 53 mila inattivi in più. La tendenza rimane ancora positiva, con una crescita di 266 mila occupati nell’ultimo anno, dei quali 244 mila assunti a tempo indeterminato. C’è poi il tasso di disoccupazione che diminuisce leggermente: scende all’11,4% dall’11,6% di giugno perché l’indicatore misura chi si è affacciato sul mercato del lavoro nelle ultime quattro settimane, non registra chi sfiduciato non cerca occupazione e quindi non può essere strettamente correlato al numero degli occupati. Intanto i dati provvisori sui prezzi, diffusi sempre dall’Istituto di statistica, mostrano ad agosto un nuovo calo dello 0,1% rispetto all’anno precedente e un aumento dello 0,2% rispetto a luglio. Nelle slide per i primi 30 mesi del governo, il premier Matteo Renzi sottolinea che la disoccupazione è passata - con il suo esecutivo - dal 13,1% all’11,4%. E il Pil “da -1,9% a +1%”, scrive, facendo trapelare una possibile stima aggiornata per la crescita nel 2016 (gli ul- timi dati ufficiali del Tesoro, pubblicati ad aprile con il Def parlavano di +1,2%). “Siamo bombardati dai numeri, dalle statistiche, dalle cifre. E sembra impossibile conoscere la verità”, afferma il presidente del Consiglio in una enews ma “i numeri sono chiari. Le cifre non mentono”. Ribatte secco il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, su Twitter: “Qualcuno a Palazzo Chigi regali una calcolatrice a Renzi. A luglio -63.000 occupati rispetto a giugno. Dati chiari”.

E rilancia il capogruppo dei deputati della Lega, Massimiliano Fedriga: “I dati dell’Istat sulla disoccupazione giovanile che sfiora il 40% - afferma - e l’aumento drammatico degli inattivi dimostrano come la propaganda di Renzi e dei suoi sodali sia assolutamente lontana dalla realtà”. Guardando ai dati con maggiore dettaglio emerge che il calo dell’occupazione a luglio è da imputare solo ai lavoratori autonomi, che diminuiscono di 68 mila unità in un mese, mentre sono sostanzialmente stabili i dipendenti “fissi” e in leggero aumento quelli a tempo determinato.


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