Il mercato del lavoro vola



NEW YORK. Il mercato del lavoro americano riparte, allentando i timori su una possibile recessione.

Dopo la brusca frenata di maggio, quando sono stati creati solo 11.000 posti di lavoro, a giugno l’Azienda America crea 287.000 posti, ben al di sopra della attese degli analisti. Il tasso di disoccuazione sale al 4,9%, ma si tratta di un aumento positivo perchè legato al fatto che più persone sono entrate nella forza lavoro. I dati oltre le attese innescano il rally di Wall Street, che re- cupera le perdite accumu- late con la Brexit e segna +1,30%.

Corre anche l’Europa dopo le perdite dei giorni scorsi, con Milano in volata (+4%) grazie al rimbalzo delle banche. La fotografia scattata dal Dipartimento del Lavoro rassicura la Fed, e lascia aperta la porta a un possibile rialzo dei tassi di interesse nel 2016. Nonostante la volata

del lavoro, gli analisti ritengono che la Fed manterrà nella riunione di luglio un atteggiamento di pausa per vedere i veri effetti della Brexit, non colti ancora dagli ultimi dati sull’occupazione. Incluso il mese di giugno infatti in media l’economia americana ha creato 147.000 posti di lavoro al mese nel secondo trimestre, in calo rispetto ai 196.000 dei primi tre mesi e ai 229.000 del 2015.

“La Brexit conta. la Fed è in un mondo internazionale, e il mondo è un posto rischioso. L’economia americana appare in buona forma, ma questo non rende più facile per la Fed alzare i tassi’’ afferma Diane Swonk, analista di DS Economics. L’incertezza causata dalla Brexit continua a pesare e potrebbe farsi sentire sui dati del mercato del lavoro di luglio e dei mesi successivi’’ mette in evidenza Tara Sinclair, capo economista di Indeed.

Mentre si fanno i conti con gli scossoni del mercato immobiliare Made in U.k., la Germania viene promossa da S&P mantenendo il suo rating ‘tripla A’. La Casa Bianca plaude all’andamento del mercato del lavoro, che conferma la ripresa americana.

I dati potrebbero aiutare la candidata democratica, Hillary Clinton, che negli ultimi comizi ha messo in evidenza i progressi fatti dagli Stati Uniti con il presidente Barack Obama.

Clinton punta a muoversi sulla strada tracciata da Obama e ritiene che l’economia americana sia piu’ forte rispetto a quelle oltreoceano.

Una posizione opposta a quella di Donald Trump, che vuole usare per gli Stati Uniti la stessa ricetta usata per le sue attività.


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