Il Napoli chiude il ritiro



GIOVEDÌ INIZIANO LE AMICHEVOLI EUROPEE. DE LAURENTIIS TORNA A PARLARE

DIMARO (Trento). Dopo tre settimane di intenso lavoro, il Napoli di Ancelotti ha concluso il ritiro precampionato a Dimaro- Folgarida, in Val di Sole. Nel pomeriggio gli azzurri si sono spostati in autobus a Verona e dal capoluogo veneto hanno raggiunto in aereo Napoli. La squadra di Ancelotti avrà ora due giorni liberi. Ci si ritroverà tutti giovedì prossimo per partire alla volta di Dublino dove gli azzurri sabato 4 agosto affronteranno il Liverpool in amichevole. Il tour europeo proseguirà poi dapprima in Svizzera, dove il 9 agosto il Napoli si confronterà con il Borussia Dortmund, e infine in Germania per la prevista amichevole dell’11 agosto contro il Wolfsburg. Subito dopo, il ritorno a Napoli e qualche giorno libero prima di tornare al Centro tecnico di Castel Volturno, dove sono in corso lavori di ammodernamento che finiranno intorno a Ferragosto, in vista della prima giornata di campionato che il Napoli giocherà in casa della Lazio. Prima di lasciare il ritiro Aurelio De Laurentiis, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, ha fatto alcune considerazioni sul mercato e non solo. Il presidente si è detto soddisfatto per la prestazione di domenica sera a Trento contro il Chievo, nel corso della quale ha avuto anche modo di ammirare un ‘’Verdi in forma campionato’‘. "CR7 un colpo commerciale, Sarri pensava solo a sé stesso". Il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato al quotidiano la Verità. «La Juve ha fatto una bella mossa propagandistica per tutto il gruppo Fca. Spero che possa aiutarla a mascherare il calo di entusiasmo che ci sarebbe stato tra i tifosi. Se fosse stato soltanto riconfermato Allegri senza un grosso colpo, dopo sette scudetti cosa si poteva promettere ai tifosi per affascinarli e scaldarli?». Poi è tornato sul tentativo di portarlo al Napoli. «Per il Napoli costava troppo? Detta così è una fesseria. Io Immaginavo un modello in cui i costi venivano pareggiati esclusivamente con gli incassi specchiati ai relativi costi dell’ operazione. Avevo detto a Mendes: tu dici che Ronaldo mi farà ricco? Allora facciamo che i primi 250 milioni di fatturato spettano al Napoli, i successivi 100 spettano a Ronaldo. Se effettivamente li avesse valsi non avrebbe avuto nulla da rischiare o da temere. Così Cr7 si sarebbe ripagato da solo. Poi però è arrivata la Juventus e ha alzato la posta. In termini di marketing si è rafforzato tutto il campionato italiano, non solo la Juve. Cr7 ha una certa età. E in termini di equilibrio per un club è pericoloso spendere così tanti soldi per comprare il cartellino di un solo giocatore a fine carriera. Pagando un ingaggio fuori da ogni standard del suo attuale monte ingaggi. Mi chiedo se prevarranno i successi commerciali o quelli sportivi». E sul top player azzurro richiesto dai tifosi la risposta è: «No. Se tutti fanno follie per comprare i nostri giocatori vuol dire che sono di grande valore. Io ho concesso a Sarri di andare al Chelsea solo dopo avergli fatto firmare un impegno scritto: non negoziare nessuno dei nostri giocatori, tranne Jorginho che abbiamo deciso noi di cedere. Poi c’è stata una lotta senza esclusione di colpi - nota solo in parte - per toglierci qualche altro giocatore. Non ci sono riusciti. Anzi hanno firmato un patto di non belligeranza. Stiamo cercando un terzino. Ma io sono felice soprattutto perchè Ancelotti promuove tutto e tutti. Carletto dice: ‘io mi diverto. E se mi diverto non ci sono problemi. Ho una grande rosa’». Infine una chiosa su Sarri: «Ho capito che era finita quando mi disse: ‘non so se con questi giocatori posso fare meglio’. Sarri era entrato nella fase in cui un allenatore pensa a sè stesso o cerca di costruire un pensionamento d’oro. Gli ho chiesto cosa volesse fare quest’anno fino all’ultima partita. Non ho avuto risposta. Ho notato una certa ineducazione in questo silenzio. Ma non mi sono offeso. La sua genialità è un po’ monotematica. L’ho visto giocare in un solo modo. Vediamo cosa saprà fare in Inghilterra. Negli ultimi sei anni di carriera è maturato più che nei primi trenta. Cosa mi manca? Un allenatore completo non fa solo divertire, ma deve anche vincere».


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