Il NAPOLI resta al VERDI



Il caso/Sfuma il trasferimento-clou: la punta resta a Bologna, “scelta che mi rende felice”

BOLOGNA. Segna di destro e segna di sinistro, i tifosi se ne innamorano per i suoi gol, quasi sempre bellissimi, gli allenatori lo adorano perché sul fronte offensivo può giocare pressoché ovunque con la stessa efficacia. La tessera numero uno del fan club di Simone Verdi ce l’ha in tasca Maurizio Sarri, che lo ha allenato a Empoli e voleva a tutti i costi portarlo al Napoli. Ma Verdi ha detto di no. Un no “col sorriso”, ha spiegato, un no che è più che altro un sì al Bologna. Ma che è comunque un no: a un sensibile aumento di stipendio, alla possibilità di giocare in Europa, al sogno di lottare per lo scudetto. Simone Verdi resta a Bologna, il Napoli e De Laurentiis, increduli, hanno incassato il rifiuto ufficiale del numero 9 rossoblù. La decisione era nell’aria già dal tardo pomeriggio di lunedì, quando il Bologna e Verdi, al termine di un confronto sono apparsi nuovamente compatti. Simone dice no a un contratto quadriennale da 2 milione di euro: ai soldi il giocatore ha preferito il percorso tecnico e professionale, ha vinto la voglia di non bruciare le tappe, perché il ragazzo è convinto di poter crescere e che Bologna è la piazza ideale per farlo. Inoltre, a Na- poli, Sarri non ha ancora firmato il rinnovo del contratto, senza il quale Verdi rischierebbe di ritrovarsi tra sei mesi senza il tecnico che fortemente lo vuole. Così niente Napoli.Il Bologna vede sfumare la possibilità di incassare 25 milioni (più 3 di bonus). Almeno momentaneamente, perché c’è da scommettere che il nome di Verdi rimarrà caldo in chiave mercato fino a fine mese e pure in vista dell’estate. Intanto Manolo Gabbiadini (26 anni) può attendere. Il Bologna aveva individuato nell’attaccante del Southampton l’ideale sostituto al proprio fantasista. La dirigenza rossoblù lavorerà al colpo in vista dell’estate. “Ho fatto la scelta che mi rende felice - spiega Simone Verdi attraverso i microfoni di Sky Sport -, qui ho iniziato un percorso e voglio com- pletarlo, non mi sono sentito di in- terrompere a metà un percorso con- cordato a giugno anche con la società. Ho parlato ieri sia con Giuntoli che con Sarri e a loro ho spiegato che il mio non è un rifiuto al Napoli, ma un sì al Bologna”. Verdi non si nasconde e parla a carte scoperte e con il cuore in mano, confermando come le ultime ore siano state delicate non solo per lui, ma pure per il club: “Il Bologna mi ha fatto presente che chiaramente i soldi facevano comodo, ma non mi ha fatto pressioni. La scelta è stata tutta mia. Ho parlato con il mio procuratore (Donato Orgnoni ndr), con la fidanzata (Laura), con la società, ma alla fine ho scelto liberamente, perché in questi casi è giusto così, per non avere rimpianti”. E se tra meno di due settimane, nell’incrocio del San Paolo, Verdi dovesse segnare al Napoli, non avrà dubbi sul da farsi: “Sono un gioca- tore del Bologna: se succede sorri- do”. Il futuro? “Vedremo a giugno”. L’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci appoggia la scelta del numero nove, al termine di dieci giorni convulsi: “Simone Verdi ha dimostrato attaccamento alla maglia. Non c’erano le condizioni per venderlo e il Bologna non ne ha necessità nella gestione corrente. Quella del Napoli era un’offerta molto più importante delle cifre che sono circolate nei giorni scorsi (25 milioni + 3 di bonus) ma Verdi continuerà il suo percorso nel Bologna, all’interno di un progetto tecnico che prosegue anno dopo anno”. Fenucci conferma anche le indiscrezioni su Manolo Gabbiadini: “È un nome che circola spesso a Bologna, per ora non c’è nulla ma ci piacerebbe riportarlo qui”. Porte chiuse, invece, a Orsolini, con la conferma di Verdi: “La trattativa era solo abbozzata e si sarebbe sviluppata solo in caso di partenza di Simone. Verdi a Napoli a Giugno? Valuteremo le prospettive tecniche ed eco- nomiche in futuro, ma non ci sono vincoli con nessun club”.


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