Il Nobel della matematica



ALL’ITALIANO FIGALLI LA MEDAGLIA FIELDS. DAGLI STUDI CLASSICI ALLE EQUAZIONI

ROMA. L’italiano Alessio Figalli ha vinto il più prestigioso premio internazionale per la matematica, la medaglia Fields. Non accadeva da 44 anni che un italiano avesse questo riconoscimento, importante come il Nobel e dedicato ai ricercatori che non abbiano compiuto 40 anni. “Questo premio mi dà tantissima gioia, è qualcosa di cosi grande che mi risulta difficile credere di averlo ricevuto”, ha detto all’Ansa Figalli. Il premio, ha aggiunto,”è un grande stimolo per il futuro, che mi motiverà a continuare a lavorare nei miei settori di ricerca per cercare di produrre studi di altissimo livello”. L’annuncio è arrivato da Rio de Janeiro, dove il Congresso internazionale dei matematici si è aperto ieri con una coloratissima cerimonia a ritmo di samba, e a dare l’annuncio è stato il presidente dell’Unione Matematica Internazionale, Shigefumi Mori. Figalli sedeva in prima fila, accanto agli altri tre premiati: Caucher Birkar, di origini curde, che lavora nell’università britannica di Cambridge, il tedesco Peter Scholze, dell’università di Bonn, e l’australiano Akshay Venkatesh, dell’università di Stanford. A soli 34 anni, Figalli ha al suo attivo 140 pubblicazioni e per il mondo scientifico italiano la sua medaglia Fields è la conferma di come sia viva e in buona salute la grande tradizione matematica italiana, da Vito Volterra, Mauro Picone e Guido Stampacchia, fino a Camillo De Lellis che oggi insegna a Princeton, e Luigi Ambrosio, che ha seguito Figalli nei suoi studi alla Normale di Pisa. Nato a Roma il 2 aprile 1984, ha stu- diato al liceo classico Vivona. Lì è nata la sua passione per la matematica e se ne è reso conto negli ultimi due anni, partecipando alle Olimpiadi della Matematica. Così nel 2002 è stato ammesso alla Scuola Normale di Pisa. Tanta la fatica iniziale per adeguare le sue conoscenze matematiche, da studente del classico e stare al passo con i programmi dei corsi, ma poi tutto ha cominciato a scorrere con una rapidità straordinaria: si è laureato alla Normale in meno di quattro anni, contro i cinque previsti; poi il dottorato nell’ottobre 2007, in un solo anno, svolgendo il secondo semestre del corso di perfezionamento presso l’École Normale Supérieure di Lione. Nel 2008 ha avuto la docenza all’École Polytechnique di Parigi e nel 2009 nell’Università del Texas ad Austin, dove nel 2011 è diventato professore ordinario. Dal 2016 insegna nel Politecnico di Zurigo, dove porta avanti le sue ricerche anche grazie a un importante finanziamento del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc). La medaglia Fields è anche il coronamento di una serie di importanti riconoscimenti scientifici, come quello della Società Europea di Matematica (2012), la Stampacchia Gold Medal (2015), l’O’Donnel Award in Science conferito dall’Accademia di Medicina, Ingegneria e Scienza del Texas (2016), il Premio Feltrinelli Giovani dell’Accademia dei Lincei (2017). Dai libri di greco e latino alle più complesse delle equazioni il passo è stato meno difficile del previsto perché il filo rosso della carriera rapida e brillante di Figalli è stata la creatività. Uno dei suoi principali campi di ricerca è la teoria del trasporto ottimale, che riguarda il modo più economico per trasportare oggetti da un luogo a un altro. E’ un problema che si studia da oltre due secoli, ma solo negli anni ’40 le ricerche in questo campo sono state applicate all’economia e a Figalli va il merito di averle studiate in nuovi contesti. Le sue equazioni promettono infatti di essere cruciali per avere previsioni me- teo più precise e progettare nuovi materiali.


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