Il Pd “lavora per il varo”



IUS SOLI/LA CEI CHIEDE DI ACCELERARE L’APPROVAZIONE, I DEM NON MOLLANo

ROMA. In favore dello Ius soli scende in campo la Cei, con il segretario Nunzio Galantino che striglia non solo Governo e Pd ma anche Ap, mentre il Segretario di Stato cardinal Pietro Parolin esprime apprezzamento per la legge sulla cittadinanza. Dopo le parole del sottosegretario Maria Elena Boschi, che era sembrata annunciare la rinuncia alla legge, il ministro Graziano Delrio ha indicato una linea opposta, quella di cercare voti in Senato per far passare il testo, magari cercandoli tra i parlamentari di M5s. Una linea condivisa dal presidente Dem Matteo Orfini e dal capogruppo Luigi Zanda. Lega, Fi e Fdi tengono invece ben alte le barricate. "Io ribadisco i principi, poi toccherà alla politica italiana decidere e mi sembra che il dibattito sia molto acceso" ha detto Pa- rolin interpellato sullo ius soli. Il segretario dei vescovi italiani, mons Galantino, noto per a sua schiettezza, ha potuto evitare la diplomazia di Parolin: "Si è accelerato sui diritti delle persone dello stesso sesso, non si è voluto farlo su quelli degli italiani mante- nuti senza cittadinanza". La legge sulle unioni civili fu approvata con un doppio voto di fiducia, al Senato e alla Camera, e in entrambe i casi Ap votò a favore nonostante l'iniziale contrarietà. Insomma un richiamo anche al partito di Angelino Alfano e Maurizio Lupi, da cui non sono giunti commenti. Dopo la rinuncia espressa da Boschi, il catto-Dem Delrio ha rilanciato l'idea di cercare voti in Senato al di là della maggioranza, specie dentro M5s che ha annunciato l'astensione: "Non credo che tra i 5 Stelle nessuno sia sensibile ad aumentare i diritti dei cittadini", ha affermato. "Con tutto il rispetto per Ap e per chi dice di astenersi, astenersi sui diritti è complicato". "Qui stiamo parlando di un principio, lo puoi condividere o non condividere, ma non puoi astenerti" ha detto anche Antonio Di Pietro parlando agli "amici di M5s". Anche Orfini ha fatto lo stesso ragionamento "L'obiettivo è ogni singolo parlamentare, sono convinto che anche in M5s ci sia chi non vuole trasformare il Movimento nella succursale della Lega". E Zanda ha detto che ci lavora "con molta serietà". In pressing sulla legge Mdp, che ieri ha nuovamente votato contro il governo in Senato sul Def, con Roberto Speranza che ha invitato Gentiloni a mettere la fiducia. Parole che suscitano malumore in casa Dem, che le considera strumentali e che complicano anziché facilitare il sì dei senatori di Ap. "Mi meraviglia - ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso - che si dica no a una legge che si ritiene giusta. Mi sembra che si punti di più a una valutazione di ordine elettorale che alla giustezza della legge": una risposta indiretta al ministro Lorenzin che mercoledì aveva definito "giusta" la legge. Dal centrodestra non si abbassa la guardia, con Ignazio La Russa, Massimiliano Fedriga e Deborah Bergamini che confermano il "niet" alla legge. Ma le parole di Delrio, Zanda e Orfini allarmano: "Un blitz parlamentare di fine legislatura, magari attraverso la fiducia, sarebbe gravissimo", ha detto il senatore di Forza Italia Andrea Mandelli.


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