Il Pil accelera ma non decolla



ECONOMIA/NEL PRIMO TRIMESTRE È CRESCIUTO DELL’1,2%. TRUMP DELUSO

NEW YORK. L’economia americana cresce più del previsto. Ma la ripresa si conferma debole, deludendo il presidente Donald Trump e Wall Street. E lasciando la Fed alla finestra: il dato non convincente potrebbe rallentare la tabella di marcia dei rialzi dei tassi di interesse delineata, anche se la banca centrale ha definito più volte il rallentamento del primo trimestre come ‘’temporaneo’’. Il Pil americano è cresciuto nei primi tre mesi dell’1,2%, più dello 0,7% inizialmente stimato e sopra le attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,9%. La velocità di crescita è però inferiore al +2,1% medio annuo registrato da quando è finita la recessione alla metà del 2009. E ben lontana dal +3% promesso, e sperato, da Trump durante la campagna elettorale. Wall Street è incurante della revisione al rialzo e procede debole: il Dow Jones chiude con una perdita del 0,02% e il Nasdaq con un guadagno dello 0,08%. L’attenzione è ora tutta sul secondo trimestre, durante il quale la crescita dovrebbe acce- lerare: negli ultimi anni l’economia americana è spesso partita lenta penalizzata dal maltempo, per poi accelerare nel corso dell’anno. Macroecomics Advisers prevede una crescita del 3,3% nel periodo aprile-giugno. ‘’La revisione al rialzo non cambia il fatto che sia un inizio d’anno deludente’’ afferma Paul Ashworth, analista di Capital Economics. ‘’Le stime del primo trimestre sono spesso deboli, e la Fed l’ha già dato per scontato mettendo maggiore enfasi sui dati del mercato del lavoro, che si sono rafforzati negli ultimi mesi’’ mette in evidenza Ian Kernohan, di Royal London Asset Managament, prevedendo con ‘’certezza’’ un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed il prossimo mese. Nei verbali della riunione del 2 e 3 maggio la Fed ha ribadito la sua intenzione a una nuova stretta, definendo appropriato un rialzo a breve, probabilmente in giugno. La riunione del prossimo mese offrirà anche l’occasione per la Fed di tornare a confrontarsi sulla modalità e la tempista della riduzione del bilancio. L’intenzione sarebbe, secondo ‘’quasi tutti’’ all’interno della Fed, quella di avviare il processo entro il 2017 per far tornare il bilancio, attualmente pari a 4.500 miliardi di dollari a fronte dei 1.000 del 2008, a livelli ritenuti ‘normali’.


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