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Il presidente canta vittoria



G20/IN UN TWEET TRUMP SI VANTA DI AVER OTTENUTO “UN GRANDE SUCCESSO”

WASHINGTON. "Il G20 è stato un grande successo per gli Usa. Detto questo, gli Usa devono risolvere i numerosi cattivi accordi commerciali che hanno fatto. Lo faremo": Donald Trump canta vittoria su Twitter, in antitesi alla stampa americana e internazionale che lo dipinge come un leader isolato alla guida di un Paese che ha abdicato alla sua leadership. In realtà il tycoon ha centrato gli obiettivi del suo secondo viaggio all'estero, pur se con qualche scivolata, come l' "onore" riservato a Putin e la sedia lasciata alla figlia Ivanka: trionfo di folla nella populista Polonia con strizzatina d'occhio all'Europa dell'est, la reciproca apertura di credito con il leader del Cremlino, il mantenimento della pressione sulla Cina per il dossier nordcoreano. E le concessioni ottenute nel comunicato finale del G20. Sul commercio, la lotta a tutte le pratiche sleali e la legittimità di strumenti di difesa (come i dazi, imminenti forse quelli sull'acciaio). Sul clima la possibilità di cooperare con altri Paesi per aiutarli ad usare combustibili fossili più puliti ed efficienti (un via libera all'export di gas). Sul clima inoltre Trump potrebbe aver innescato una prima reazione a catena sul- l'accordo di Parigi, dopo che i 19 lo avevano definito "irreversibile": il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ammonito che il Parlamento è orientato a non ratificarlo dopo l'uscita degli Usa, che "mette a repentaglio" le compensazioni promesse ad Ankara, equiparata nell'accordo ai Paesi in via di sviluppo anzichè a quelli industrializzati. Una minaccia che ricorda quella sull'accordo per i migranti, in cui l'Europa ha promesso 6 miliardi in cambio di uno stop alle partenze. Trump ha ottenuto i suoi risultati sfruttando uno sfacciato pragmatismo che gli ha consentito in Polonia di accusare la Russia di destabilizzare e al G20 di flirtare con Putin. E sono proprio i controversi rapporti con il presidente russo a tener banco in Usa. Ieri il tycoon si è vantato su Twitter di aver negoziato con lui una tregua parziale in Siria "che salverà vite umane". "Ora è tempo di andare avanti e di lavorare in modo costruttivo con la Russia!", è il suo nuovo mantra, nel tentativo di lasciarsi alle spalle il Russiagate (mentre il Nyt rivela un incontro in campagna elettorale del figlio Donald Jr con un avvocato russo legato al Cremlino) e i sospetti di non averaffondato il colpo con Putin sugli hackeraggi elettorali di Mosca. "Ho fatto forte pressione sul presidente Putin due volte sulle interferenze russe nelle nostre elezioni. Lui lo ha negato con veemenza. Io la mia opinione l'ho già data...": ha twittato, senza però negare la versione russa secondo cui avrebbe accettato la smentita di Putin. Non convince neppure l'annuncio di una unità comune sulla cyber security contro future interferenze. "È come collaborare con Assad su una Unità per le armi chimiche", ha ironizzato il senatore Marco Rubio. Il presidente rassicura comunque che con Putin non ha parlato di sanzioni, confermandone quindi la validità finchè non saranno risolti i problemi dell'Ucraina e della Siria. Dal canto suo il leader russo esce vincitore su tutta la linea, ottenendo il rispetto degli Usa, il riconoscimento del suo ruolo centrale in Siria e una promessa di collaborazione nonostante le interferenze elettorali. Anche il felpato Xi ne esce bene, sostenendo la Merkel su clima e libero commercio, ed evitando l'inasprimento dei rapporti con gli Usa per il dossier nordcoreano. Luci e ombre per la cancelliera tedesca, che nel G20 più difficile ha il merito di aver tenuto insieme tutti, senza lo strappo con Trump ma esplicitando il dissenso. Le concessioni finali su clima e commercio però fanno il gioco del presidente Usa, mentre gli scontri in città le hanno fatto perdere la scommessa di far sentire i grandi del mondo vicini alla gente e di mostrare ai leader più autocrati come Putin ed Erdogan che la democrazia tollera la protesta. Promosso invece Macron, che ha interpretato bene il suo ruolo di seconda fila e che tiene aperto un canale con Trump, invitato venerdì prossimo alla festa del 14 luglio. Al premier Paolo Gentiloni, infine, il merito di aver tenuto alto il tema dei migranti come sfida europea e globale, re-licando anche a Macron sui migranti economici.


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