Il presidente non collabora

IMPEACHMENT/TRUMP BLOCCA L’AUDIZIONE DI SONDLAND, NUOVE RIVELAZIONI DELLA TALPA



WASHINGTON. Una telefonata “folle”, “spaventosa”, “completamente priva di sostanza in termini di sicurezza nazionale”. Così la talpa della conversazione fra Donald Trump e il premier dell’Ucraina Volodymyr Zoelensky ha descritto lo scambio fra i due leader all’indomani della telefonata. Lo riporta il New York Times citando alcune note della talpa dopo aver parlato con un funzionario della Casa Bianca. Un funzionario “visibilmente scosso” da quello che era emerso nel corso del colloquio del 25 luglio, al centro ora dell’indagine per un possibile impeachment di Trump. “Il funzionario - ha scritto la talpa, di cui non si conosce l’identità ma si sa che è un agente della Cia - ha affermato che era in corso una conversazione fra i legali della Casa Bianca su come gestire la discussione perché il presidente, secondo il funzionario, aveva chiaramente commesso un reato penale chiedendo a un paese straniero di indagare un americano con l’obiettivo di favorire le proprie chance alle elezioni del 2020". Intanto è ormai guerra aperta tra la Casa Bianca e la Camera sull’indagine di impeachment contro Donald Trump per l’Ucrainagate. Il presidente ha deciso di non collaborare e ha alzato un muro contro l’inchiesta tentando di delegittimarla come un fazioso attacco politico dei democratici. Così ieri, con un colpo di scena poche ore prima della deposizione, la sua Amministrazione ha bloccato la testimonianza a Capitol Hill dell’ambasciatore Usa alla Ue Gordon Sondland, donatore del tycoon e figura chiave della vicenda. Il veto, che riguarda anche la consegna di sms o messaggi ritenuti “profondamente rilevanti” per le indagini, è arrivato dal segretario di stato Mike Pompeo, che aveva già accusato i democratici di “perseguitare e bullizzare i funzionari del dipartimento di stato”.  “Come ambasciatore in carica e dipendente del dipartimento di Stato, Sondland deve seguire gli ordini del dipartimento”, ha spiegato il suo avvocato Robert Luskin, sottolineando che il diplomatico, già arrivato a Washington da Bruxelles, è “profondamente rammaricato” di non poter testimoniare oggi. Poi Trump ha dato la sua spiegazione via Twitter: “Vorremmo mandare l’ambasciatore Sondland, davvero un brav’uomo e un grande americano, a testimoniare ma sfortunatamente testimonierebbe davanti ad una corte totalmente compromessa, dove i diritti dei repubblicani sono stati negati non è consentito alla pubblica opinione vedere i fatti veri”, ha scritto, paragonando le commissioni che indagano alle ‘kangaroo court’, ossia tribunali illegali o sommari. La decisione ha indignato i democratici, che la ritengono un “ulteriore atto di ostruzione della giustizia”, reato anch’esso da impeachment, e vogliono ora convocare l’ambasciatore usando lo strumento del mandato (subpoena). Mandato già emesso nei giorni scorso nei confronti della Casa Bianca, del di- partimento di stato e del Pentagono perche’ consegnino tutti i documenti relativi alle pressioni del tycoon sul presidente ucraino per far indagare i Biden, forse in cambio dello sblocco degli aiuti militari e di una visita alla Casa Bianca. Si profila quindi una sfida legale che rischia di finire sino alla Corte suprema e di rallentare un’indagine che i democratici volevano chiudere entro novembre, in ogni caso prima dell’inizio delle primarie presidenziali in febbraio. Sondland, 61 anni, è un magnate degli hotel di lusso che ha donato un milione di dollari per la cerimonia d’insediamento di Trump tramite una società di comodo diventando ambasciatore Usa a Bruxelles nel giugno 2018. Dagli sms scambiati tra diplomatici americani, risulta fortemente coinvolto nelle pressioni della Casa Bianca per far aprire un’indagine a Kiev contro i Biden, nonostante il suo portafoglio non includa l’Ucraina.

Con l’improvviso annuncio del ritiro delle truppe Usa dalla Siria, Trump ha cercato anche di cambiare argomento mentre la maggioranza degli americani approva l’indagine di impeachment (il 58% secondo un sondaggio del Washington Post). Ma si è ritrovato contro tutto il partito repubblicano, quello che dovrebbe salvarlo dall’impeachment al Senato.L’unico che gongola è Vladimir Putin, che ha festeggiato i suoi 67 anni con il ‘regalo americano’ in Siria e il caos in cui sono precipitati gli Stati Uniti.

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