Il pugno duro del Veneto

CORONAVIRUS/DOPO IL NUOVO FOCOLAIO, ZAIA VARA DURE MISURE RESTRITTIVE



VENEZIA. Isolamento fiduciario di 14 giorni obbligatorio in caso di contatto a rischio con un soggetto positivo al Coronavirus, con controlli più stretti demandati all’azienda Ulss, con prosecuzione di 14 giorni se si diventa positivi. E se non si accettano le misure di contenimento si passa alla segnalazione a sindaco e Prefetto. Sta in queste misure più decise la risposta del Veneto, con un’ordinanza emessa ieri dal presidente Luca Zaia, infuriato dal focolaio “importato” da un imprenditore vicentino dopo un viaggio di lavoro in Serbia, con rifiuto a farsi ricoverare ed esposizione a contatti in feste private e incontri. “Oggi diamo compimento al tema introdotto venerdì scorso - ha spiegato Zaia - e diamo atto di quanto dico da settimane, che l’Oms deve dare un quadro chiaro della situazione virus nei diversi Paesi”. Per ora l’ordinanza allega una ventina di Paesi - in gran parte Ue - per cui non è necessario un controllo al rientro; per i Paesi non esentati dalla quarantena - come laSerbianelcasodiVicenza-il soggetto va ora posto in isolamento familiare. E in caso di viaggi di lavoro è obbligatorio il tampone, offerto gratuitamente, e un secondo a distanza di 5-7 giorni se il primo risulta negativo. Il datore di lavoro deve contattare l’Ulss, e se risulta negativo il dipendente rientra al lavoro. In caso di rifiuto del ricovero dei positivi, l’Azienda ospedaliera presenta denuncia d’ufficio alle forze di polizia. Sevi è uscita dall’isolamento fiduciario, anche per i negativi al tampone, la sanzione in Veneto viene confermata a 1.000 euro. “Non posso non guardare dati - ha precisato Zaia - e dal primo luglio dicono che abbiamo avuto 28 contagi, un’inezia dal punto di vista epidemiologico, su 5 milioni di veneti. Ma di questi 28, 15 sono di virus importato, o coinvolgono cittadini stranieri. Questo è il vero tema emergente oggi, e non stiamo parlando di razzismo ma di salute pubblica”, ha notato. La mossa veneta chiede tuttavia una sponda al Governo. “Chiedo che a livello nazionale si possa portare al penale - ha sottolineato Zaia - la violazione dell’isolamento fiduciario, anche del negativo. Mi aspetto che sul ricovero coatto si provveda, e ne ho parlato con il ministro Speranza, a trovare la modalità con un decreto. Il Tso non si fa solo per le malattie psichiatriche, lo si fa anche per epidemie o altre attività”. Anche il ministro, ha concluso, “ha detto che condivide la posizione sul tema del ricovero; quando un cittadino ha l’obbligo di essere ricoverato e non può provvedere alle cure in sicurezza, i sanitari hanno l’obbligo di farlo”.

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