Il ribelle Spencer silurato

CASA BIANCA/SI ERA CONTRAPPOSTO A TRUMP SUL CASO DEL NAVY SEAL GALLAGHER



WASHINGTON. “Fired!”, licenziato. Ancora una volta Donald Trump rispolvera il carattere da boss e silura l’ennesimo responsabile della sua amministrazione, il segretario Richard Spencer, il civile più alto in grado della marina militare. Uno strappo che rischia di incrinare ancor di più le relazioni tra la Casa Bianca e buona parte dell’establishment del Pentagono e dei vertici militari. E’ stato proprio Spencer, infatti, che nei giorni scorsi ha guidato la fronda di alcuni funzionari e ufficiali ribelli, minacciando le dimissioni se il presidente avesse impedito il procedimento disciplinare nei confronti di Edward Gallagher, il Navy Seal accusato di crimini di guerra. “Un tweet del presidente non è un ordine”, aveva detto in segno di sfida Spencer, e Trump se la sarebbe legata al dito. Certo, la versione ufficiale è differente. A dare il ben servito al segretario alla marina è stato il capo del Pentagono Mark Esper, furioso per il tentativo portato avanti a sua insaputa e dietro le quinte da Spencer per cercare un accordo con la Casa Bianca: lasciare che Gallagher concludesse la carriera col grado ma una volta andato in pensione togliergli per punizione il ‘Trident Pin’, l’insegna che conferisce lo statusdiNavySeal. Insomma,Spenceravrebbe scavalcato il segretario alla difesa e per questo pagherebbe. Difficile però non collegare la sua cacciata con l’ira del presidente, che ha infine ottenuto quello che voleva, ordinando al capo del Pentagono di non rimuovere Gallagher. “E’ stato trattato male e completamente scagionato- ha twittato Trump - e andrà in pensione con tutti gli onori che ha guadagnato, compreso il Trident Pin”. E pazienza se nel luglio scorso le autorità militari lo avevano condannato per aver posato in uno scatto che lo ritrae con aria beffarda col cadavere di un militante dell’Isis, pur scagionandolo dall’accusa di averlo ucciso e di aver ucciso altri civili in Iraq. Del resto Trump ha di recente concesso il suo perdono ad altri due militari condannati dalle autorità militari: Clint Lorance, che ha ucciso due uomini disarmati inAfghanistan, e Mathew Golsteyn, che ha ammesso di aver ucciso un talebano indifeso. “E’ chiaro come io non condivida più la stessa visione del Comander in chief che mi ha nominato”,ha commentato Spencer, aggiungendo come “non posso in coscienza obbedire ad un ordine che viola il giuramento da me fatto”. Intanto Trump lo ha già sostituito con Kenneth Braithwaite, l’ambasciatore Usa in Norvegia, un banchiere e marine in pensione. A difesa di Spencer scendono in campo i democratici: “E’ un vero patriota - ha detto il leader dem al Senato Chuck Schumer - ha fatto quello che molti nell’amministrazione Trump hanno paura di fare”.

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