Il taglio non piace ai vescovi



DIOCESI/VOCI CRITICHE ALLA RICHIESTA DEL PAPA: “COSÌ SI PERDE IN VICINANZA”

ROMA. Le 226 diocesi italiane sono troppe: vanno accorpate e ridotte. Il progetto è in cantiere da oltre mezzo secolo, qualcosa in questi decenni è stato fatto, ma il passo decisivo sembra ancora difficile. L’assemblea della Cei, in corso a Roma, ha all’ordine del giorno la questione della comunicazione ma Papa Francesco ha invece voluto toccare alcuni nodi vitali della Chiesa italiana. Nodi che vorrebbe sciogliere in qualche modo: la crisi delle vocazioni, la necessità di trasparenza nelle finanze e, appunto, la questione dell’accorpamento delle diocesi. Bergoglio ha citato un discorso di Paolo VI del 1964 e ha ricordato come sia stata per lui una delle prime questioni poste già nel 2013. Ora - ha detto - bisogna mettere mano al dossier “al più presto”. Ma toccare le strutture, l’organizzazione così diffusa, forse a volte anche pletorica sul territorio, non è affare semplice. Tanto che nell’incontro tra il Papa e i vescovi a porte chiuse di ieri sera, la maggior parte degli interventi dei vescovi ha riguardato proprio la questione di quel taglio. Una spending review che non piace ai vescovi per i quali si intaccherebbe il modello pastorale - è stato detto in diversi interventi - improntato alla “prossimità”, proprio quel valore sempre richiamato dallo stesso Pontefice. E anche questo è stato detto lunedì. Qualcuno invece non ha colto proprio l’appello del Pontefice: “Il Papa ha posto il problema ma non nell’immediato”, ha commentato un vescovo all’uscita dell’assemblea. Nel 1986, con gli accorpamenti, furono tagliate un centinaio di sedi vescovili. Ma l’obiettivo sarebbe quello di tagliarne altrettante, avvicinando così il loro numero a quello delle province italiane. La questione non è semplice. Negli anni scorsi si stava per chiudere delle piccole diocesi in Sicilia ma le comunità si rivolsero al Papa, facendo notare che in quei territori non c’erano più istituzioni civili, dalle scuole ai tribunali. Era rimasto solo il vescovo. E Fran- cesco decise allora di non procedere. Come anche il numero di abitanti non può essere un criterio: ci sono diocesi piccole sotto questo profilo ma im- portantissime per la presenza di monasteri o santuari storici. Fatto sta che la situazione italiana è una anomalia: si pensi, per fare un esempio, che in Germania le diocesi sono 27, in Spagna 71, negli Stati Uniti 195. Il presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, concorda con l’analisi del Papa e tirando le fila degli interventi ha voluto ringraziare il Pontefice dell’”aiuto” che dà per affrontare questioni delicate. E anche ieri ha assicurato: “Non intendiamo sottrarci alla questione, sollevata dal Papa, relativa alla riduzione delle diocesi italiane


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