Il Tanaro esonda e torna a far paura


MALTEMPO/NEL CUNEESE SI RIVIVE L’ALLUVIONE DI 22 ANNI FA. SCUOLE E FABBRICHE CHIUSE. UNA VORAGINE INGHIOTTE DUE AUTO


CEVA (Cuneo). Le alluvioni si riconoscono dall'odore che ti entra nel naso e non se ne va. Un odore rancido e pungente che resta appeso nell'aria per giorni. Un tanfo che ieri si è tornato a respirare nel Cuneese, in particolare a Ceva, Garessio, Priola, Bagnasco, Ormea, gli ultimi avamposti piemontesi prima che le colline scendano verso il mare della Liguria. Già colpita dall'alluvione del 1994, che provocò decine di morti, quella sottile striscia di territorio lungo il Tanaro è tornata a vivere l'incubo quando il fiume - ingrossato dalle violente piogge a monte - ha superato gli argini e si è riversato nelle strade, nelle piazze, nei cortili delle case. Gli argini, alti fino a sei metri, sono stati scavalcati dall'ondata. Per circa due ore il flusso non si è fermato.L'esondazione ha diviso in due Ceva, neanche 6.000 abitanti, con allagamenti nei quartieri Nosalini, Filatoio, e in Corso 4 novembre dove il Centro di formazione del Corpo Fo- restale è finito sott'acqua. Tre agenti della polizia stradale sono stati salvati dopo che la caserma era stata devastata dalla piena. Invase dal fango anche le scuole materne, elementari e superiori. La situazione è analoga a Garessio, 3.000 abitanti, che già nel primo pomeriggio era raggiungibile solo dai mezzi di soccorso. I ponti sono stati sommersi dall'acqua ma hanno resistito, il centro del paese è completamente allagato. A Ormea si è aperta una voragine nella piazza centrale che ha inghiottito un'auto e un camion. Alcune frazioni di Priola, come Pian Chiosso e Casario, sono isolate per le frane che hanno invaso la strada: vigili del fuoco e soccorso alpino hanno raggiunto le case per portare generi di prima necessità ai circa 50 abitanti. Complessivamente sono circa 200 le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case (un centinaio a Ceva, una cinquantina a Bagnasco). La maggior parte ha trovato sistemazione da parenti o amici, altri sono stati accompagnati nei centri allestiti dalla Protezione civile. Qualcuno si è rifugiato in albergo, come la signora Marisa di Ceva, 91 anni, che ha preferito andare "lontano da quel fiume maledet- to". In serata i primi segnali positivi: il livello del Tanaro ha iniziato a scendere, in quota è arrivata la neve. L'emergenza si è spostata nelle Lan- ghe per l'arrivo notturno della piena. Ad Alba la Ferrero ha chiuso lo stabilimento per precauzione, annullando i festeggiamenti che avrebbero dovuto concludere le celebrazioni per i settant'anni dell'azienda. Anche le scuole resteranno chiuse. Il presidente della Regione Piemonte ha annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale. La macchina dei soccorsi gira a pieno regime, tutti si affannano a presidiare i punti delicati e ad assistere gli sfollati. Molte strade sono chiuse, non si contano le frane sulla rete stradale secondaria. È interrotta la linea ferroviaria Alessandria-Savona tra Acqui Terme e San Giuseppe di Cairo: una ventina di persone, rimaste blocca- te nella stazione circondata dall'acqua, sono state tratte in salvo con un treno e portate a Ceva. L'emergenza proseguirà almeno fino al pomeriggio di oggi. Nella zona colpita dal maltempo ci sono problemi sulla rete elettrica e anche per l'erogazione del gas. La luce va e viene, in sottofondo si sente solo il rumore dei generatori e del fiume ancora impetuoso, che crea tutt'intorno un'atmosfera ancora più tetra.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA