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Il tedesco



MONACO DI BAVIERA. Dopo l’italiano, l’inglese, il francese e lo spagnolo a Carlo Ancelotti mancava solo di spiegare il suo calcio in lingua tedesca.

Il Bayern Monaco lo ha accontentato: sarà lui a guidare la corazzata bavarese nel prossimo triennio, soprattutto per cercare di farle vincere l’agognata Champions che neppure Pep Guardiola è riuscito a mettere in bacheca negli ultimi anni. “Il Bayern Monaco è una delle più grandi squadre al mondo, ha una grande storia, sono orgoglioso di essere qui”, l’esordio in un esitante ma comprensibile tedesco in una gremita sala stampa che lo applaude per lo sforzo e la consueta eleganza dei modi.

“Sono qui per continuare la tradizione del calcio offensivo e non per fare rivoluzioni”, promette l’ex tecnico di Milan, Juventus, Chelsea e Psg e Real (3 scudetti, 3 Champions e 2 Mondiali per club, tra gli altri trofei conquistati).

“Il Bayern è un club con una fantastica tradizione e vorrei proseguire su questa strada. So bene che ha sempre praticato un calcio offensivo. Quello di Guardiola è stato fanta- stico e vorrei seguire quella strada, giocando un calcio offensivo. Sono felice di poter allenare questi giocatori, valuterò le loro caratteristiche ma, ripeto, non sono venuto per fare una rivoluzione”.

“La squadra è molto forte, una delle più titolate del mondo, questo è già un motivo della mia scelta”, spiega Ancelotti che ha poi fatto sapere che “Guardiola è stato molto carino con me: mi ha lasciato un messaggio sul muro. E poi sono onorato di essere il secondo italiano ad allenare questo club e spero di lasciare un buon ricordo come lo ha lasciato Trapattoni, di cui ricordo anche quella sua famosa conferenza stampa...”, aggiunge scatenando ilarità e applausi della sala.

Venire in Baviera con l’imperativo di vincere non mette comunque addosso ad Ance- lotti alcuna pressione particolare: “Non sento la pressione - risponde - perchè ci sono abituato e perchè faccio un lavoro che amo. Pro- metto però che saremo competitivi su ogni fronte anche se non sono un mago ma solo un manager”. Poi due battute sul mercato: “La società prendendo Renato Sanches e Hum- mels è stata bravissima, anche perchè erano due giocatori molto richiesti”.

Quanto agli altri, Ancelotti non si sbilancia, a cominciare da Benatia e Goetze, due che si dice siano sul piede di partenza: “Li considero giocatori del Bayern. Ho parlato con Goetze un mese fa, ma il contenuto del colloquio è riservato. Il mercato comunque è aperto fino al 31 agosto e può succedere di tutto”.

“Siamo contenti di avere qui Ancelotti - è stato il benvenuto di Karl-Heinz Rummenigge, una delle icone del club bavarese - è l’uomo giusto per noi e può continuare a ripetere i successi delle ultime stagioni”, ha detto prima di svelare la genesi dell’incontro col futuro tecnico: “Ho incontrato Carlo a Milano, gli ho chiesto di diventare il nostro nuovo allenatore. Lui mi ha risposto subito di sì. Insomma, non è stata una lunga trattativa, noi volevamo lui e lui voleva venire qui, quindi siamo tutti molto felici”, chiude Rummenigge che sul mercato, dice, “nessuna porta è chiusa”.


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