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Il Toro tornerà grande

Cairo alle celebrazioni in municipio per i 70 anni della tragedia di Superga



TORINO. L’impresa dell’Atalanta sul campo della Lazio ha allontanato la prospettiva di un clamoroso aggancio alla zona Champions, ma il Torino continua a viaggiare sulle ali dell’entusiasmo. “Finché la matematica ci lascia una speranza, continueremo a inseguirla”, assicura il presidente Urbano Cairo. Molto più realistico, comunque, è l’obiettivo Europa League, anche se solo un en plein nelle ultime tre partite può garantire un posto ai granata. La settima piazza potrebbe non bastare, Mazzarri sa che deve vincere con Sassuolo, Empoli e Lazio. Cairo, dopo il record di punti in campionato - finora 57, mai il Toro ne aveva raccolti così tanti - pensa in grande e, per la prossima stagione, si sbilancia promettendo che nessuno dei big partirà. Né Belotti, quindi, né ‘Nkoluou o Sirigu, anche se le offerte non mancheranno. Il Torino, che ieri ha chiuso le celebrazioni dei 70 anni della tragedia di Superga con la cerimonia istituzionale in Municipio, è pronto alla volata finale, mentre la società imposta i piani per la prossima stagione. “C’è la volontà di tenere i migliori giocatori e anche possibilmente di puntellare la squadra in quella posizione o due, in cui è giusto tentare di migliorare”, promette Cairo. Una scelta in stile ‘Grande Torino’, osserva il presidente granata. “Ebbe quasi gli stessi 10/undicesimi per quattro stagioni. Quella è un po’ la strada maestra. Quando hai giocatori ottimi, che per di più lavorano con un tecnico bravissimo come Mazzarri, con valori condivisi, tutto diventa straordinario. Perciò l’obiettivo è quello, l’anno scorso ce l’ho fatta a tenere tutti”. La campagna per l’anno prossimo dipende dal risultato finale di questa stagione. E c’è un piccolo rammarico per l’impennata tardiva. “Se valessero solo i punti del girone di ritorno, come in Argentina, saremmo quarti. - osserva Cairo -. Mancano però tre partite fondamentali. Quindi, testa bassa e dritti sui pedali fino alla fine. Poi faremo i conti, è la stessa filosofia che ho applicato quando ho cercato di fare altre cose nel mondo dell’impresa”. Cairo ieri è anche interventuto sul dibattito riguardante il progetto della Superlega europea di calcio di cui oggisi parlerà a Madrid in una riunione cui sono stati invitati i rappresentanti dei club europei. Un progetto che “non piace affatto” al presidente del Torino che ha deciso di partecipare alla riunione. “Voglio capirese le cose che ho sentito sono vere. A Madrid è molto importante esserci e essere decisi - ha detto Cairo a Radio anch’io sport su Radio 1 -. Ho sentito cose che non mi piacciono affatto, perché sarebbero un modo per sviluppare un calcio di elite che esclude la grande base delle squadre; un calcio dove le squadre sarebbero scelte, come unte dal Signore, quindi una competizione che per me risulterebbe impoverita”. Il presidente del Torino è insoddisfatto anche da un altro elemento: “La Superlega - ha spiegato - dovrebbe giocare sabato e domenica, relegando i campionati al martedì o mercoledì; le squadre ricche lo diventerebbero di più, e le altre perderebbero appeal. Per chi ama il calcio, i campanili, le sfide, questa scelta non rispetta il popolo italiano. Questo tipo di Champions è molto interessante, ma i campionati devono essere tutelati”. I granata torneranno ad allenarsi oggi al ‘Filadelfia’. Domenica al ‘Grande Torino’ contro il Sassuolo mancherà Rincon, squalificato, mentre rientrerà Moretti. Resta un punto interrogativo invece il recupero di Iaqo Falque, assente anche nel derby per il riacutizzarsi del dolore al ginocchio

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