Il valore di essere “nonni”



IL DISCORDO DEL PAPA NELL'ANNIVERSARIO DELLA SUA ORDINAZIONE EPISCOPALE

CITTÀ DEL VATICANO.“Qualcuno che non ci vuole bene dice che noi siamo la gerontocrazia della Chiesa, è una beffa, non capisce quello che dice. Noi non siamo geronti,siamo dei nonni, siamo dei nonni (ripete) e se non sentiamo questo dobbiamo sentire la grazia di sentirlo, dei nonni ai quali i nostri nipotini chiedono di dare loro il senso della vita, con la nostra esperienza”. Lo ha detto il Papa nella messa con i cardinali, per i suoi 25 anni di episcopato. Papa Francesco ha poi insistito sul fatto che loro, i “nonni”, sanno sognare, sono “chiamati a sognare, a dare il sogno alla gioventù di oggi che ne ha bisogno”. Sarà un caso che il Papa pronunci queste parole alla vigilia del concistoro in cui ne creerà altri cinque? O papa Bergoglio aveva proprio in mente di motivare il“senato”della Chiesa a non sentire la “malinconia” per l’età che avanza, ad essere capaci di “sogni” e di affrontare impegni da “giovanotto” o da “scout”? Difficile dirlo,comunque oggi papa Francesco imporrà la “berretta” a cinque nuovi porporati, come aveva annunciato lo scorso maggio; e saranno cinque, perché sarà presente anche l’arcivescovo malese di Bomako, Jean Zerbo, che voci circolate lunedì davano in ospedale, per un malanno che le stesse voci collegavano alle accuse di aver esportato fondi su conti in Svizzera. I cinque nuovi porporati sono: Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, 68 anni; Jean Zerbo, arcivescovo di Bomako, in Mali, 73 anni; Gregorio Rosa Chavez,vescovo ausiliare di San Salvador, 74anni ;Luis Marie Mangkhanekhoun, vicario apostolico di Paksè, nel Laos, 73 anni; Juan Jose Omella, arcivescovo di Barcellona,71anni. Nella omelia in cui ha rispedito al mittentel’accusadi“gerontocrazia”per i vertici della Chiesa, il Papa commentava i tre verbi con cui Dio si rivolge ad Abramo per invitarlo a lasciare la sua terra, un invito, ha osservato, rivolto adAbramo come se fosse “un giovanotto, uno scout”, mentre quello voleva “andare in pensione, riposarsi”. I tre verbi sono “alzati, guarda, spera”.Dopoaverlianalizzatinelleloro implicazioni, papa Francesco ha osservato che “quando fu chiamato Abramo aveva più o meno la nostra età, era per andare in pensione, o per riposarsi, a quell’età un uomo anziano sente il peso della vecchiaia, quella vecchiaia che porta i dolori,le malattie, e Dio, come se fosse un giovanotto, gli dice: ‘Alzati, vai, guarda, spera’”. “Questa parola di Dio è per noi che abbiamo una età come quella di Abramo, più o meno - ha rimarcato il Pontefice -, ci sono alcuni giovani, ma nella maggioranza siamo in quella età, e il Signore ci dice che non ‘l’ora di mettere la nostra vita in chiusura, ci dice che è aperta e che ha una missione, con questi tre imperativi per la missione, ‘alzati, guarda, spera’”. Dopo il passaggio sui sogni dei “nonni”, papa Bergoglio ha ricordato Simeone e Anna,idue“nonni”descritti nel vangelo di san Luca, che annunciarono di aver visto il Salvatore e Anna andò a raccontarlo a tutti. “Questo - ha commentato - è quello che il Signore chiede a noi, di essere nonni, avere la vitalità di andare dai giovani perché i giovani - ha spiegato - ci aspettano, non chiuderci, loro aspettano dalle nostre esperienze e dai nostri sogni positivi per portare avanti la profezia e il lavoro”. “Chiedo al Signore per tutti noi - ha detto papa Francesco - che ci dia questa grazia, anche per quelli che ancora non sono diventati nonni: vediamo il presidente(dei vescovi)del Brasile, è un giovanotto, ma arriverà”. Si tratta del card. Sergio de Rocha, che oggi ha 57 anni e che è stato creato cardinale da Bergoglio nel concistoro del19novembre2016.


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