IL VENEZUELA RESTA AL BUIO/ Maduro: “Guerra elettrica dagli Usa” I tecnici: mancanza di manutenzione

CARACAS. Il black out più lungo della storia del Venezuela ha colpito Caracas e quasi tutto il resto del Paese, causando gravi disagi e difficoltà alla popolazione. Il presidente Nicolas Maduro ha denunciato che l'interruzione dell'energia elettrica è dovuta ad un sabotaggio dall'opposizione, ma Juan Guaidò gli ha risposto che la colpa è solo dell'incompetenza e della corruzione del suo governo.

La luce è andata via poco prima delle 17 (le 6 negli Usa) di giovedì, e alle 14 (le 3 del pomeriggio ora di NY) di ieri non era ancora tornata. A Caracas, la metropolitana ha sos- peso il servizio, all'aeroporto regna il caos, la situazione negli ospedali resta incerta e le transazioni commerciali risultano praticamente impossibili, giacché i pagamenti elettronici - gli unici possibili in un'economia segnata dall'iperinflazione - non possono essere effettuati.

Durante la notte, il ministro dell'Energia Elettrica Luis Motta Dominguez aveva annunciato che il servizio elettrico sarebbe stato ristabilito in tre ore e il suo collega della Comunicazione Jorge Rodriguez aveva detto che la luce era tornata in tre Stati del Paese.


Le due affermazioni sono state però smentite dai fatti. E così la vicepresi- dente Delcy Rodriguez ha dovuto stabilire la chiusura delle scuole e degli uffici per l'intera giornata di ieri, "per rendere possibile la normalizzazione del sistema elettrico". La vicepresidente ha sostenuto che il blackout era conseguenza di "un attacco di settori dell'estrema destra, appoggiati da dirigenti politici imperialisti", mentre il ministro Rodriguez ha parlato di un "sabotaggio tecnico e informatico" contro il centro elettrico di Guri, dove si trova una delle più grandi dighe dell'America Latina. Ma nessuno ha fornito dettagli o prove riguardo a queste accuse.

Quanto a Maduro, durante le lunghe ore del blackout non è mai comparso in pubblico, limitandosi a pubblicare due tweet: nel primo, diffuso durante la notte, ha denunciato la "guerra elettrica diretta dall'imperialismo statunitense contro il nostro popolo" e nel secondo, pubblicato ieri intorno a mezzo- giorno, ha espresso il suo "appoggio totale" ai lavoratori "che continuano il loro intenso lavoro per recuperare il servizio".

Da parte sua Guaidò ha respinto le accuse su Twitter, sottolineando che in Venezuela "la luce arriverà con la fine dell'usurpazione". "Come gli si dice a una madre che deve cucinare, a un malato che dipende da una macchina, a un operaio che deve lavorare, che siamo in un Paese che è una potenza senza luce?". Gli hanno fatto eco non solo il senatore repubblicano Usa Marco Rubio che ha ironizzato sulle accuse di Caracas ma anche alcuni alti dirigenti del governo di Hugo Chavez.

Rafael Ramirez, presidente della petrolifera statale Pdvsa e ministro dell'Energia durante quasi un decennio, ha detto che il centro di Guri "è collassato a causa della mancanza di manutenzione e lo stesso è successo con le centrali termoelettriche e le linee di trasmissione e distribuzione".

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