Il virus «uccide» il mercato in Europa

AUTO/LE VENDITE GIÙ DEL 78,3% RISPETTO AL 2019, DA INIZIO ANNO -40%. ATTESI GLI AIUTI DEI GOVERNI



di Amalia Angotti

TORINO. Crollano le vendite di auto in Europa. In aprile, primo mese intero di restrizioni per il Coronavirus, con tutte le fabbriche e le concessionarie chiuse, le immatricolazioni nell'Unione Europea, nei Paesi Efta e nel Regno Unito sono state 292.182, il 78,3% in meno dello stesso mese del 2019, quando erano state vendute 1.345.181 auto. Da inizio anno il calo è del 40%. "Quello di aprile è un record negativo in termini di volumi", spiega l'Anfia. Paesi, come Francia e Germania, corrono ai ripari e hanno già allo studio incentivi alla rottamazione. Anche in Italia, dove le misure annunciate nell'ambito del Decreto Rilancio riguardano biciclette e monopattini, gli operatori si aspettano più attenzione all'auto. Di concreto ancora non c'è nulla e l'attenzione, al momento, sembra rivolta soltanto alle vetture green. "Le prospettive per i prossimi mesi restano cupe. E ciò per il fatto che il Decreto Rilancio ha completamente ignorato l'esigenza, avvertita ovunque in Europa, di rilanciare la domanda di auto con incentivi alla rottamazione che prevedano pure l'acquisto di vetture nuove di ultima generazione con alimentazione tradizionale", spiega il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano. "Mentre emerge ovunque con chiarezza che l'automobile è il mezzo di trasporto più sicuro per evitare il contagio da Coronavirus - osserva Quagliano - nel nostro Paese si assiste a una gara tra amministrazioni pubbliche per introdurre imitazioni alla circolazione di auto con disprezzo dell'esigenza prioritaria di salvaguardare la salute pubblica". "L'Anfia con le altre associazioni dei costruttori Acea e Clepa ha rivolto un appello alla Commissione europea - spiega il presidente Paolo Scudieri - affinché si assista a un allineamento dei maggiori Paesi sulla priorità di un robusto piano di rilancio coordinato del settore automotive, in primis agendo con interventi di sostegno al mercato e per il rinnovo del parco, per riattivare le attività produttive e mantenere l'occupazione". I dati dell'Acea mettono in evidenza una situazione difficile in tutti i mercati: Italia e Spagna nell'Unione Europea sono quelli che registrano il calo più pesante, rispettivamente -97,6% e -96,5%. Anche nel Regno Unito la flessione delle vendite è del 97,3%. Vanno male tutti i costruttori. Fiat Chrysler Automobiles, che ancora sta lavorando con Intesa Sanpaolo al prestito da 6,3 miliardi con la garanzia dello Stato, ha immatricolato in aprile, in Unione Europea più Paesi Efta e Regno Unito,10.952 vetture, con un calo dell'87,7% rispetto allo stesso mese del 2019. La quota è del 3,7% a fronte del 6,6%. Sono invece quasi 181.500 le auto vendute nei quattro mesi, il 48% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso, pari a una quota del 5,4% (era 6,3%). Nel mese di aprile si ferma la crescita delle auto elettriche e plug-in, con la parziale eccezione della Germania, dove continuano ad aumentare le immatricolazioni di plug-in, sottolinea l'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere. Dopo dieci anni di crescita robusta, il mercato mondiale delle auto elettriche nel 2020 subirà le conseguenze della pandemia e perderà terreno, anche se in misura minore rispetto ai veicoli tradizionali. Secondo l'ultimo rapporto di BloombergNef (Bnef), quest'anno le vendite di auto elettriche diminuiranno del 18% a quota 1,7 miliardi di unità, pari al 3% delle vendite complessive di veicoli. A confronto, le vetture a combustione registreranno un calo del 23%. Le prospettive a lungo termine per le motorizzazioni "verdi" restano tuttavia immutate. In base agli analisti, nel 2040 il 58% delle auto vendute saranno vetture elettriche, che rappresenteranno il 31% del parco circolante.

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