Il voto “porta a porta”



NDRANGHETA/L’INCHIESTA SULLE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ IN LOMBARDIA

MILANO. Il "porta a porta" dei voti, con telefonate per spingere gli elettori "a sbarrare" la casella giusta, ma anche l'inquietante presenza di un uomo dei clan nell'organizzazione di un aperitivo elettorale a cui partecipò anche l'allora vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani. Oltre alla realizzazione "abusiva" di una chiesa evangelica che avrebbe garantito, stando ad un'intercettazione, altri "500 voti". Sono i dettagli che vengono a galla dalle carte della maxi- inchiesta delle Procure di Monza e Milano che martedì ha portato a 27 misure cautelari, colpendo la 'ndrangheta e le sue infiltrazioni nella politica lombarda. Dagli atti emergono le chiamate di raccolta consensi a favore del sindaco di Seregno fatte dal costruttore Antonino Lugarà, ritenuto vicino alla 'ndrangheta e arrestato per corruzione. "Ciao Roberto - diceva a un elettore - sei andato a votare o non ancora? (...) diglielo a tuo suocero se non è andato (...) devi sbarrare solo il simbolo di Forza Italia e basta!". Poi chiedeva a tale Marco se il padre fosse andato al seggio perché "dopo controllano che è andato". Stando alle indagini, attorno a Lugarà si muoveva Carmelo Mallimaci, finito in carcere per estorsione aggravata dalla finalità mafiosa, sodale di Giuseppe Morabito della 'locale' di 'ndrangheta di Mariano Comense. Mallimaci secondo gli investigatori sarebbe stato anche coinvolto, oltre che nella raccolta voti per Mazza, anche nell'organizzazione di un aperitivo il 27 maggio 2015 al "bar-panificio 'Tripodi' di Seregno" a "supporto della candidatura di Mazza", a cui partecipò anche Mantovani, arrestato nell'ottobre dello stesso anno in un'indagine milanese, ora consigliere regionale e indagato per corruzione dai pm di Monza in un filone dell'inchiesta. Mantovani ieri ha chiesto "un'audizione formale" alla Commissione parlamentare Antimafia: "non ritengo accettabile che il mio nome possa essere accostato a mondi e sistemi che nulla hanno a che fare con la mia storia né con il mio agire politico". Intanto risulta che l'attività commerciale in cui venne organizzato l'incontro era gestita da Antonino Tripodi, arrestato nel maxi blitz 'Infinito' contro la 'ndrangheta del 2010', e che a quell'appuntamento oltre ad "illustri rappresentanti della sanità lombarda" erano presenti anche soggetti come Antonio Demasi, arrestato "nel 2007 poiché trovato in possesso di 2 kg di cocaina, nonché di due armi comuni da sparo". Infine, anche il caso della 'Cappella Evangelica di Maria Santissima Immacolata', costruita a Seregno in violazione delle leggi urbanistiche. "Credo che Edo (Mazza, ndr) si sia accorto che, diciamo che ha commesso un errore - diceva l'assessore Gianfranco Ciafrone, indagato - A questo punto lui, secondo me, dice: cacchio ma io al direttore della chiesa, cacchio io gliel'ho detto! 'Come facciamo adesso con questi??', fa! 'Questi ci hanno portato almeno 500 voti!!!'".


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