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“Ildialogoabbattei muri”


IL PAPA ALL’UDIENZA GIUBILARE. “NON ABBAIARE, INTERROMPERE È AGGRESSIONE


CITTA’DEL VATICANO.“Ascoltare, spiegare, mitezza”, sentire “le ragioni dell’altro”, “non abbaiare”, “interrompere l’altro è aggressione”. Il dialogo, parola del Papa, “abbatte i muri”, crea “comunicazione”, impedisce che qualcuno “si isoli”. Migliora le relazioni in famiglia, sul lavoro, nel mondo, tra le religioni, e quello sulla “salvaguardia del creato è ineludibile”. Papa Francesco crede al dialogo vero, anche “serrato” come è stato quello tra Gesù e la Samaritana, non crede alla corte- sia formale di chi neppure ascolta davvero, né alla aggressività di chi deve per forza andare contro. Di questo dialogo che cerca di favorire tra ogni persona e nella comunità internazionale, Bergoglio ha parlato con ampiezza nella udienza giubilare in piazza San Pietro, la penultima del giubileo della misericordia e una delle più gremite - la Gendarmeria ha stimato centomila presenze - alla quale erano presenti tra l’altro i partecipanti al giubileo dei coristi, al pellegrinaggio nazionale polacco, a quello dei medici cattolici, e 60 esponenti della comunità musulmana di Ancona, e che è stata allietata anche da sbandieratori e camperisti, questi ultimi ringraziati pubblicamente da papa Francesco per aver “donato un camper a una famiglia romana con disabili”. Il dialogo, ha spiegato papa Francesco, “permette alle persone di conoscersi e di comprendere le esigenze gli uni degli altri”, “è un segno di rispetto, perché pone le persone in atteggiamento di ascolto e nella condizione di recepire gli aspetti migliori dell’interlocutore”, “è espressione di carità, perché pur non ignorando le differenze può aiutare a ricercare e condividere il bene comune”. Inoltre “ci invita a porci davanti all’altro vedendolo come un dono di Dio, che ci interpella e ci chiede di essere riconosciuto”. Eppure quante volte neppure ascoltiamo o peggio prevarichiamo quelli che vivono accanto a noi. “Ma quante volte, - ha rimarcato - quante volte stiamo ascoltando uno, e lo fermiamo, ‘no, questo non è così’ e non lasciamo che finisca di spiegare quello che vuo- le dire, e questo impedisce il dialogo, questo è aggressione”. “Non dialoghiamo - ha spiegato - quando non ascoltiamo abbastanza oppure tendiamo a interrompere l’altro per dimostrare di avere ragione”. “Ma se io - ha osservato - non lascio che l’altro dica tutto quello che ha nel cuore e incomincio a urlare, ma oggi si urla tanto, non avrà buon fine questo rapporto tra noi, non avrà buon fine il rapporto tra marito e moglie, fra genitori e figli”, e qui il Papa è stato interrotto da un applauso. “Ascoltare, - ha insistito - spiegare, mitezza, non abbaiare all’altro, non urlare, eh, cuore aperto (applauso)”. Papa Francesco aveva appena invitato a non dimenticarsi che “dialogare è ascoltare quello che mi dice l’altro e dire con mitezza quello che penso io, se le cose vanno così la famiglia, il quartiere, il posto di lavoro, andranno meglio”. Papa Francesco ha incoraggiato il dialogo in ogni campo, in “famiglia, nel quartiere, nel lavoro”, “tra le religioni” e tra tutti gli uomini, per “salvaguardare la nostra casa comune”: questo dialogo, ha rimarcato, “è ineludibile”. “Di dialogo - ha spiegato ancora papa Francesco - vive la Chiesa con gli uomini e le donne di ogni tempo


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