In carcere i padroni di Ostia



TRENTADUE ARRESTI PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA: DECAPITATO IL CLAN DEGLI SPADA

ROMA. Si erano presi Ostia. Il pezzo di Roma che affaccia sul mare diventato il centro "operativo" di un clan mafioso, quello degli Spada. In 32 ieri sono finiti in carcere al termine di una complessa attività di indagine durata anni e portata avanti della Dda. Gli inquirenti hanno messo in fila i tasselli di un puzzle criminale dalle radici lontane, che affondano addirittura negli anni '90. Un gruppo mafioso che ha messo in atto una vera e propria aggressione al territorio: "una associazione a delinquere - scrive il gip nell'ordinanza di oltre 700 pagine - che ha provocato un profondo degrado" nella zona di Ostia "consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi dei beni primari". Una mafiosità che poggia la "sua potenza sull'organizzazione a base familistica e sulla ripartizione delle competenze". Il carcere per bloccare "l'escalation criminale" fatto di omicidi, usura, estorsione e una strategia aggressiva che puntava anche alla gestione degli stabilimenti balneari. L'operazione "Eclissi", che si è avvalsa anche del contributo di quattro collaboratori di giustizia, ha minato le fondamenta del gruppo: la custodia cautelare ha riguardato tutti gli esponenti del clan a cominciare da Carmine, 51 anni detto 'Romoletto', considerato il capo e con un curriculum criminale di primo livello tanto poter annoverare lontani contatti con componenti dellaBanda della Magliana. Raggiunto dall'ordinanza di custodia in carcere anche Roberto Spada, numero due del clan e balzato agli onori della cronaca per l'aggressione, con tanto di testata a favore di telecamera, ai danni di un giornalista della Rai il 7 novembre scorso. I due "capi" sono accusati, tra l'altro, di essere i mandanti del duplice omicidio Galleoni-Antonini avvenuto nel 2011. Un evento che per gli inquirenti rappresenta la svolta negli assetti criminali di Ostia con la "progressiva erosione del potere criminale dei Baficchio" e la"definitiva ascesa del clan Spada". Nelle strade del quartiere, e non solo nel fortino del clan di Nuova Ostia, il gruppo in tempi relativamente rapidi è riuscito ad imporre la sua legge. Dinamiche che ricordano da vicino realtà mafiose campane e siciliane. Il senso di questo clima fatto di intimidazioni e assoggettamento è restituito da alcune intercettazioni. È il caso del titolare di una attività commerciale "protetto dagli Spada" e vessato dalle richieste "dei napoletani", altro gruppo criminale. "Purtroppo questo a me mi hanno chiesto e l'ho dovuto fa! Se vuoi stare qua - dice il commerciante senza sapere diessere registrato - sennò ogni notte è buona per la tanica! Meglio stare con gli Spada". Chi non abbassava la testa rischiava grosso come racconta un'altra vittima riferendosi a 'Romoletto': "era venuto al ristorante con una macchina rubata portandosi un lanciafiamme al seguito e se si fosse infuriato avrebbe dato fuoco a tutto: questo neanche ti minaccia ti ammazza direttamente". Prepotenza e violenza, proprio come in 'Gomorra' o 'Suburra'. Il simbolo di tanto sfacciato potere nei troni dorati con imbottitura rossa trovati nelle case durante il blitz: lì sedevano i boss che si erano presi Ostia.


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