In carcere quattro balordi



MODENA/L’AGGRESSIONE ALL’ESPERTA DI ARTI MARZIALI E AL SUO COMPAGNO

MODENA. Quattro ventenni che avevano assunto psicofarmaci e alcolici. La polizia del commissariato di Carpi (Modena) ritiene che siano loro gli autori del pestaggio di Mattia Polisena e di Rossella Setti, campionessa di arti marziali, avvenuto nella cittadina emiliana. Se uno del gruppo è stato arrestato subito dopo l’accaduto, la notte tra il 19 ed il 20 aprile anche grazie alle abilità da combattente della ragazza, ora gli altri tre, su indagini alle quali ha contribuito la squadra mobile, coordinate dal pm Katia Marino, sono stati sottoposti ad un provvedimento di fermo.

Si tratta di due ragazzi tunisini e un marocchino, di 20, 21 e 27 anni, con precedenti penali per droga e reati predatori, nullafacenti. Erano sotto l’effetto di un farmaco antidepressivo, il Rivotril, di cui avevano la ricetta medica originale e altre fotocopiate e falsificate, oltre che di alcol.

L’ultimo componente del gruppo di aggressori è stato individuato grazie a un video di una telecamera comunale che lo ha ripreso la sera dell’aggressione mentre si toglie il giubbotto insanguinato perché Rossella Setti, nel difendersi, gli aveva rotto tutti i denti dell’arcata superiore. Nell’aggressione il fidanzato ha riportato diverse lesioni al volto mentre la campionessa di Muay Thai è stata ferita alla testa.


“Siamo convinti che si tratti di loro, le indagini proseguono - ha detto il dirigente della squadra mobile Salvatore Blasco - era importante fermarli, la Procura ha affrettato i tempi perché c’era pericolo di fuga, in seguito a una fuga di notizie. Sono soggetti particolarmente pericolosi, si è evitato il peggio grazie a questa ragazza che ha protetto il suo fidanzato e fermato uno di loro: altrimenti ci sarebbe stato un finale peggiore”. “E’ finita -hanno aggiunto Rossella Setti e Mattia Polisena - secondo noi erano più di quattro, ma le indagini andranno avanti. Intanto prenderne quattro è un ottimo risultato. Eravamo attaccati da tutti, nessuno ci ha difeso. Siamo stati attaccati senza ragione, non ci hanno chiesto soldi, purtroppo è difficile da credere ma ci hanno aggredito senza motivo. Ci guardiamo alle spalle, ma non ci chiudiamo in casa”.

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