In servizio Avangard

MOSCA INVITA GLI USA ALLA PRESENTAZIONE DEL MISSILE IPERSONICO

MOSCA.



Mosca vara la sua nuovissima testata a planata ipersonica Avangard - una delle armi segrete di Putin destinata, nei piani del Cremlino, a dare alla Russia il vantaggio strategico nella nuova corsa agli armamenti - e lo fa invitando a una dimostrazione proprio il suo nemico numero uno: gli Stati Uniti.


La mossa, sulle prime controintuitiva, acquista invece molto senso perché l’invito agli osservatori Usa è avvenuto nelle more delle varie articolazioni del trattato New START sulle armi strategiche. Che la Russia vuole rinnovare ad ogni costo per evitargli la fine del ‘fratello minore’, quello sugli euromissili (INF).


La visita, stando al ministero della Difesa, è avvenuta su territorio russo tra il “24 e il 26” di novembre (cioè ieri) e anticipa di pochi giorni la consegna dell’Avangard alle forze armate, a dicembre. Insomma, la testata ‘magica’ capace di planare ad una velocità molte volte superiore a quella del suono cambiando contemporaneamente rotta alla bisogna, starebbe per entrare in servizio. Il condizionale è d’obbligo perché i dubbi su queste favolose armi del futuro restno.

E non sono pochi. Ad esempio, come fa notare l’esperto militare Alexander Gold, l’Avan- gard è disegnata per essere montata sul razzo Sarmat, non ancora in produzione, e dunque al momento costretta ad affidarsi ai missili di design sovietico (non si sa per quanto). Stessa cosa per gli altri gingilli, come il siluro nucleare Poseidon, il missile ipersonico Kinzhal e il razzo a pro- pulsione nucleare Burevestnik - probabilmente testato con esiti nefasti la scorsa estate nell’area di Arkhangelsk. “Le ripetute dichiarazioni su queste armi basate su ‘nuovi principi fisici’ sono diventate un’area importante della propaganda statale”, nota Gold. “È chiaro che in una situazione in cui anche il Presidente è costretto ad ammettere che i redditi della popolazione non stanno crescendo, la capacità di distruggere la prosperità altrui può servire da indicatore di successo”.


Ecco allora che la dimostrazione agli Usa può valere come prova ultima, sia sul fronte interno

che su quello esterno, della reale capacità tecnologica russa. Ma soprattutto potrebbe spingere Washington a non stracciare uno degli ultimi trattati in vigore sul controllo degli armamenti perché, checché ne dica Mosca, davanti a una rinnovata corsa alle armi la Russia non avrebbe le risorse per tenere il passo degli Stati Uniti. Putin lo sa benissimo, al di là della retorica sul ‘vantaggio competitivo’.

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